L'era della radio in Italia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Il 6 ottobre 1924, alle ore 21, l'Italia unita fece un salto nel futuro con la prima trasmissione radiofonica capace di coprire l'intero territorio nazionale. Una voce femminile, impostata per i grandi eventi, accompagnata da ronzii e rumori di sottofondo, segnò l'inizio di un'era. La trasmissione, concessa ai pochi possessori di apparecchi idonei, nacque al calar della sera, portando con sé toni alti confusamente mescolati a toni più bassi.
Per celebrare il centenario di questo evento storico, Regione Lombardia e RTL 102.5 hanno organizzato un'apertura speciale del Belvedere 'Silvio Berlusconi' di Palazzo Lombardia. Domenica 6 ottobre, i cittadini hanno avuto l'opportunità di salire gratuitamente al 39° piano dell'edificio, dalle 10 alle 18, per ammirare il panorama della città dall'alto, godendo di una vista mozzafiato dello skyline di Milano. Durante questa giornata, il network nazionale RTL 102.5 ha trasmesso in diretta dal Belvedere, offrendo il palinsesto previsto nella fascia oraria di apertura di Palazzo Lombardia.
Nonostante la radio abbia raggiunto 35 milioni e 252mila italiani ogni giorno nei primi sei mesi del 2024, registrando un calo del 3,7% rispetto al 2023, rimane un medium con una gigantesca e varia quantità di pubblico. La radio, molto più simile a Internet rispetto alla televisione, affronta un futuro critico, soprattutto a causa del presunto disinteresse della Generazione Z. Tuttavia, è importante ricordare che anche i millennials e la Generazione X, a 8 o 14 anni, non ascoltavano la radio.
Negli anni '70, in Sicilia, nascevano le radio libere, simbolo di libertà, trasgressione e lotte politiche, ma anche di grande creatività in tutti i campi. Un decennio che vide la nascita di innovazioni proiettate verso un futuro che si preannunciava roseo.




