Michelle Gisin, lesioni multiple dopo l'incidente a St. Moritz: operata alla colonna cervicale
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Redazione Sport
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L'incubo infortuni, che ormai da tempo sembra accanirsi con particolare virulenza sulla squadra femminile svizzera di sci alpino, ha colpito ancora una volta, privando il circo bianco di uno dei suoi volti più noti e plurimedagliati. Michelle Gisin, la campionessa in carica della combinata e due volte oro olimpico nella specialità, è infatti precipitata violentemente durante la seconda sessione cronometrata in vista della discesa libera di Coppa del Mondo in Engadina, un episodio grave che ha immediatamente allertato i soccorsi e riportato alla mente, per l'impeto dell'impatto, dinamiche già viste in passato. La sciatrice, uscita di pista nel quarto settore del tracciato mentre la sua velocità superava abbondantemente i centodieci chilometri orari, ha letteralmente divelto la prima linea delle reti di protezione arrestandosi soltanto contro la seconda barriera, un dettaglio che la dice lunga sulla forza spaventosa dello schianto.
Il quadro clinico emerso dopo il trasporto in elicottero
Dopo un primo intervento sul posto, che aveva visto l'arrivo del toboga, la decisione dei medici è stata inequivocabile e ha impiegato l'elisoccorso per un trasferimento d'urgenza verso una struttura specializzata. Gisin è stata dunque portata prima alla Clinica Gut di St. Moritz e successivamente, per accertamenti più approfonditi, all'Hirslanden Clinic di Zurigo, dove il personale sanitario ha potuto valutare con precisione l'entità dei traumi subiti. Gli esami diagnostici, condotti nelle ore immediatamente successive all'incidente, hanno purtroppo confermato un danno articolare e osseo piuttosto esteso, interessante tre distretti rei differenti: oltre a una lesione al polso destro e un problema al ginocchio sinistro, gli specialisti hanno riscontrato una lesione alla colonna cervicale, la cui natura ha reso necessario un approccio chirurgico tempestivo.
L'intervento chirurgico e le prime rassicurazioni dalla federazione
La Federazione Svizzera di Sci, nel diramare un comunicato per aggiornare sulle condizioni dell'atleta, ha fornito alcuni elementi cruciali per inquadrare la situazione, sottolineando come, nonostante la gravità dell'evento, siano arrivate notizie parzialmente confortanti sotto il profilo neurologico. La bicampionessa olimpica, infatti, conserva una piena mobilità degli arti, potendo muovere normalmente sia le braccia che le gambe, un segnale positivo che esclude, almeno nelle prime valutazioni, danni irreversibili al midollo spinale. Tuttavia, la complessità delle lesioni riscontrate, in particolare a carico delle vertebre del collo, non ha lasciato altra opzione che il ricorso alla sala operatoria, un intervento che è stato eseguito già nella giornata di ieri presso la struttura ospedaliera zurighese per stabilizzare la zona compromessa.
Un recupero che si prospetta lungo e complesso
La stagione invernale, per Michelle Gisin, si interrompe così bruscamente nel modo più amaro, con un percorso di riabilitazione che, stando alla normale clinica per traumi di tale entità, sarà necessariamente lungo e meticoloso, senza possibilità di forzare i tempi biologici di guarigione. L'episodio di St. Moritz, del resto, non rappresenta un caso isolato ma si inserisce in una preoccupante serie di infortuni che hanno falcidiato il team elvetico, privandolo in breve tempo di altre atlete di altissimo livello come Lara Gut-Behrami e Corinne Suter, e ponendo interrogativi non banali sulla gestione del rischio e sulla preparazione in un periodo così intenso di gare. La priorità assoluta, adesso, è unicamente la salute della sciatrice, costretta a una forzata e lunga pausa lontano dalle piste.




