Meteo, l’8 marzo porta sole al nord e acquazzoni al centro-sud
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Redazione Interno
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L’Italia si trova in una posizione di cerniera, in questo fine settimana che segna la Giornata internazionale della donna, divisa tra un promontorio anticiclonico che garantisce stabilità sull’Europa centro-orientale e una circolazione depressionaria che invece insiste sul Mediterraneo occidentale. Se al nord e lungo il medio versante adriatico, infatti, la domenica si preannuncia all’insegna del tempo stabile, con ampie schiarite e la possibile formazione di nebbie, specialmente nelle ore notturne e mattutine su pianure e litorali, non sarà così per il resto del Paese. L’alta pressione, che pure continua a proteggere gran parte del continente, mostra qualche segno di cedimento proprio in corrispondenza dello Stivale, permettendo l’ingresso di correnti più umide e instabili.
Il vortice di bassa pressione che si era sviluppato tra giovedì e venerdì nel settore delle Baleari, dopo aver inizialmente minacciato un peggioramento più deciso, sta attualmente arretrando verso la Spagna, un movimento che ne determina anche un graduale colmamento, con un aumento dei valori pressori da 1012 a 1017 ettopascal. Questo fenomeno ha di fatto tolto forza e organizzazione alla già debole perturbazione che aveva raggiunto l’Italia, la quale si presenta ora piuttosto frammentata e disorganizzata. Tuttavia, l’instabilità residua, unita al riscaldamento diurno e alla presenza di aria leggermente più fresca in quota, sarà sufficiente a innescare fenomeni locali, tipici del periodo primaverile.
Un’allerta meteo per temporali, possibile grandine e trombe marine
La Protezione Civile, attraverso il servizio PRETEMP che si occupa dello studio e della previsione dei fenomeni temporaleschi severi, ha emesso un’allerta per la giornata odierna, domenica 8 marzo, che riguarda essenzialmente sei regioni. L’attenzione è puntata sul comparto meridionale della Penisola e sulle Isole maggiori, dove nel pomeriggio potranno svilupparsi dei temporali, localmente anche di una certa intensità. Non si tratta di un maltempo diffuso e generalizzato, come spesso accade in autunno, ma di una tipologia di precipitazioni a carattere di rovescio o temporale, che potranno essere anche di forte intensità ma circoscritte e di breve durata. Il pericolo principale, come sottolineato dagli esperti, è legato alla possibilità che questi fenomeni producano grandinate e raffiche di vento improvvise, rendendo necessario un costante monitoraggio.
Le aree considerate a maggior rischio sono la Sardegna, in particolare i settori interni come il Gennargentu e l’Altopiano della Campeda, dove l’atmosfera risulterà moderatamente instabile, con valori di energia potenziale disponibile (CAPE) che potrebbero raggiungere picchi significativi. Al sud, l’instabilità interesserà la Campania, la Basilicata, la Calabria e la Puglia. In quest’ultima regione, e specificatamente sul Golfo di Taranto e lungo la Penisola Salentina, non si esclude la formazione di trombe marine. Il meccanismo che potrebbe innescarle è legato al contrasto tra le brezze che spirano dal mare e quelle provenienti dalla terraferma, un fattore che, in presenza di celle temporalesche, può generare dei vortici. Questi fenomeni, seppur di debole intensità e rientranti in un livello di pericolosità 0, potrebbero in alcuni casi spingersi fino a lambire la costa, un’evenienza che gli esperti del PRETEMP non trascurano nelle loro analisi probabilistiche.
L’evoluzione della settimana: piogge sparse e clima mite
Volgendo lo sguardo ai giorni a seguire, quella che ci attende sarà una settimana all’insegna di una certa variabilità, ma senza grandi sconvolgimenti. L’alta pressione, pur mostrandosi un po' più debole, continuerà a fungere da freno per le perturbazioni atlantiche, impedendo loro di scorrere fluidamente verso il Mediterraneo centrale. Questo significa che le precipitazioni, in arrivo a partire da lunedì 9 marzo e fino a mercoledì 11, avranno una distribuzione alquanto irregolare e sporadica. Saranno fenomeni difficili da prevedere con esattezza nella loro localizzazione, poiché le correnti instabili si troveranno a dover fare i conti con la resistenza opposta dall’anticiclone. Le piogge, pertanto, difficilmente saranno abbondanti e tenderanno ad assumere le caratteristiche dei tipici rovesci primaverili o addirittura estivi, concentrandosi principalmente nelle ore pomeridiane e andando ad interessare con maggiore frequenza le aree montuose e interne, sia del centro che del sud Italia.
Per quanto riguarda le temperature, l’assenza di irruzioni di aria fredda di chiara origine artica o polare manterrà il quadro termico su valori miti, generalmente in linea con le medie del periodo o persino leggermente superiori. Non si registreranno, almeno fino a metà settimana, né significative impennate né drastici crolli della colonnina di mercurio, in un contesto climatico che, al netto di qualche acquazzone pomeridiano, risulterà tutto sommato gradevole su gran parte del territorio nazionale, eccezion fatta per le zone direttamente interessate dai temporali. Al nord, dove il sole sarà prevalente, le massime potranno toccare valori quasi primaverili, specialmente durante le ore centrali del giorno, mentre le minime notturne risentiranno maggiormente della possibile formazione di nebbie e inversioni termiche.




