Migranti gettati in mare al largo della Libia, la denuncia di Mediterranea Saving Humans

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Dieci migranti, tra cui due minorenni, sono stati salvati nelle prime ore del 21 agosto dalle acque internazionali a nord di Tripoli dall’equipaggio della nave Life Support di Mediterranea Saving Humans. I soccorritori, le cui operazioni sono state documentate da un video diffuso dalla ong, hanno riferito di aver tratto in salvo persone in stato di shock e con evidenti segni di percosse, dopo che erano state gettate in mare da un’imbarcazione di tipo militare. L’episodio, stando alla ricostruzione fornita dal medico volontario Denny Castiglione, sarebbe avvenuto in modo violento: «Hanno preso questi ragazzi e li hanno scaraventati in acqua, a calci, pugni e coi calci dei fucili».

La nave, una volta completato il soccorso, ha fatto rotta verso l’Italia disobbedendo all’ordine di raggiungere il porto di Genova – giudicato troppo distante date le precarie condizioni dei naufraghi – e approdando invece a Trapani. Qui, le autorità hanno disposto il fermo amministrativo del mezzo, bloccandolo in porto. L’arrivo della Life Support ha catalizzato l’attenzione politica, trasformando il molo in una sorta di palcoscenico: diversi esponenti del Partito democratico, infatti, si sono recati a bordo per manifestare solidarietà all’equipaggio e alla sua scelta, in un’atmosfera carica di polemica verso le linee guida del governo.

Nel frattempo, Mediterranea Saving Humans – l’organizzazione guidata da Luca Casarini e Beppe Caccia – ha deciso di passare all’azione legale, depositando un esposto presso la Procura. Redatto con l’assistenza degli avvocati palermitani Serena Romano e Fabio Lanfranca, il documento contiene la dettagliata ricostruzione dei fatti occorsi durante l’ultima missione, incluse le presunte intimidazioni subite da milizie libiche. Si chiede pertanto alle autorità giudiziarie di aprire un’inchiesta per accertare le responsabilità, anche di eventuali complici, in quello che viene descritto come un gravissimo atto di violenza in danno di persone vulnerabili.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.