Hantavirus, il 25enne calabrese sintomatico arriva allo Spallanzani. Schillaci: «Nessun pericolo in Italia»
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Redazione Salute
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Il giovane di Villa san Giovanni, quel ragazzo calabrese di 25 anni che aveva condiviso – seppur per pochi minuti – lo stesso volo Klm proveniente da Johannesburg con la donna sudafricana poi deceduta a causa dell’hantavirus, è stato infine trasferito all’ospedale Spallanzani di Roma. Lui, che già si trovava in quarantena fiduciaria, avrebbe sviluppato sintomi riconducibili al cosiddetto virus Andes, una delle varianti più temute della famiglia degli hantavirus. I campioni biologici del venticinquenne, il cui nome è Federico Amaretti, sono ora al vaglio degli specialisti romani, proprio quelli dello Spallanzani dove già si era scelto di centralizzare le analisi più delicate legate a questo focolaio europeo. E proprio in attesa di un responso definitivo, che arriverà nelle prossime ore, il ragazzo resta ricoverato in condizioni monitorate ma senza – al momento – quei segni di gravità che caratterizzano invece altri casi emersi nelle ultime settimane.
L’allarme cresce in Europa e i nuovi contagi sulla nave focolaio Hondius
Nonostante le rassicurazioni periodiche arrivate dall’Organizzazione mondiale della sanità e da varie autorità sanitarie nazionali, l’allarme legato all’hantavirus continua a salire sul continente. Ieri, in particolare, si è avuta conferma di tre ulteriori contagi tra i passeggeri che erano sbarcati dalla nave “Hondius”, considerata ormai un vero e proprio focolaio galleggiante. Tra loro, una donna francese è finita ricoverata in condizioni giudicate gravi, mentre un cittadino americano e uno spagnolo – entrambi per ora asintomatici – sono stati posti in isolamento e sottoposti a sorveglianza sanitaria. Questi tre nuovi episodi portano a nove i casi confermati dall’Oms, che parla però anche di almeno undici sospetti ancora in fase di verifica. Un quadro epidemiologico in evoluzione, quello europeo, che tiene col fiato sospeso gli addetti ai lavori, anche se va detto che la maggior parte dei contagiati ha avuto una forma lieve o – come appunto per i due uomini – del tutto silente.
Il caso veneto risolto e il tampone negativo sul turista sudafricano a Padova
Qualche segnale rassicurante, però, nelle ultime ore non è mancato. In mattinata, ad esempio, è arrivato il responso relativo a quel turista sudafricano finito sotto osservazione all’ospedale di Padova dopo essere stato esposto al virus: il tampone a cui è stato sottoposto ha dato esito negativo, chiudendo così – almeno per il momento – l’allarme nella regione veneta. L’uomo, che aveva viaggiato nella stessa area della donna deceduta, non ha mostrato alcuna traccia dell’infezione né tantomeno sintomi riconducibili all’hantavirus. Un risultato che ha permesso ai sanitari di concentrare le risorse sugli altri focolai aperti, primo fra tutti quello legato al volo Klm e alla nave Hondius. E proprio su quest’ultima continuano le indagini epidemiologiche: si cerca di ricostruire i movimenti dei passeggeri per capire se esistano altri soggetti esposti senza saperlo.
Schillaci: «Nessun pericolo in Italia ma massima cautela». Il giovane calabrese sotto osservazione
In Italia, intanto, il ministro della Salute Schillaci ha voluto ribadire un concetto chiaro: «Non c’è un pericolo per il nostro paese, ma l’approccio è di massima cautela». Parole che cercano di tenere insieme due esigenze opposte – evitare allarmismi e allo stesso tempo non abbassare la guardia – e che arrivano proprio nel giorno del trasferimento del 25enne calabrese allo Spallanzani. Il ragazzo, che come detto aveva sostato per pochi istanti sullo stesso volo della donna sudafricana poi morta, è ora sottoposto a una serie di accertamenti clinici approfonditi. I medici ne stanno valutando la sintomatologia, che pare compatibile con l’infezione da hantavirus, ma nessuna certezza è ancora stata comunicata ufficialmente. E proprio l’attesa per gli esami, quelli condotti sui campioni biologici prelevati a Federico Amaretti, rappresenta in queste ore il fronte più seguito dagli specialisti dello Spallanzani.




