Sardegna, turismo record ma l’overtourism mette l’isola alla prova
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Redazione Esteri
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La Sardegna ha superato i 5 milioni di arrivi e ha sfiorato i 22 milioni di presenze turistiche nel 2025, segnando una crescita record che apre anche il tema dell’overtourism. I dati definitivi dell’Istat, presentati a Cagliari dall’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu, mostrano un aumento del 15,9% rispetto al 2024 e del 34,2% rispetto al 2023. Il risultato porta l’isola al primo posto tra le regioni italiane per crescita di arrivi e presenze, dopo essere stata nel 2023 l’unica regione in calo. L’aumento dei flussi conferma il forte interesse verso la destinazione, ma evidenzia anche la necessità di affrontare la concentrazione dei visitatori nei mesi estivi.
Turismo in Sardegna, crescita record e concentrazione estiva dei visitatori
Il boom del turismo in Sardegna si è sviluppato in particolare negli ultimi due anni, con incrementi consecutivi intorno al 15% che hanno portato a una crescita complessiva superiore al 34% delle presenze. I numeri registrati nel 2025 raccontano una stagione di forte espansione per l’isola, con oltre 5 milioni di persone arrivate e quasi 22 milioni di pernottamenti complessivi. La crescita dei flussi turistici, pur rappresentando un dato positivo per il settore, pone il problema della sostenibilità nei periodi di maggiore affluenza, soprattutto durante i tre mesi estivi quando si concentra una parte significativa delle presenze, in particolare dei turisti italiani.
Il tema dell’overtourism in Sardegna nasce quindi dalla gestione di numeri sempre più elevati in alcune aree e in specifici momenti dell’anno. L’aumento delle presenze turistiche richiede attenzione alla capacità delle località più frequentate di sostenere un’affluenza crescente senza subire gli effetti negativi del turismo di massa. I dati diffusi dall’Istat mostrano una trasformazione importante del comparto turistico regionale, con una crescita che ha modificato il posizionamento della Sardegna nel panorama nazionale e che rende centrale il confronto sulla distribuzione dei flussi.
Alghero guida le destinazioni più visitate, bene anche Cagliari e Olbia
Tra i comuni sardi più visitati nel 2025 spicca Alghero, che ha registrato oltre 1,8 milioni di presenze turistiche, con un aumento del 21,3% rispetto al 2023. La città catalana si conferma così la località con il maggior numero di visitatori sull’isola, seguita da Arzachena con quasi un milione e quattrocentomila presenze e da Olbia con quasi 1,2 milioni. Sopra il milione di presenze figurano anche Cagliari, Orosei e San Teodoro, che completano il gruppo dei principali centri turistici della Sardegna.
Le variazioni percentuali più significative negli ultimi due anni riguardano invece San Teodoro, che ha registrato una crescita del 46%, e Tortolì, aumentata del 44%. Anche Cagliari emerge tra le destinazioni più apprezzate, con una presenza turistica che non si limita esclusivamente ai mesi estivi. I dati evidenziano quindi una crescita diffusa, con alcuni territori che stanno aumentando rapidamente il numero di visitatori e altri che consolidano il proprio ruolo tra le mete più frequentate dell’isola.
La sfida della sostenibilità dopo il record di presenze
Il risultato raggiunto dalla Sardegna nel 2025 mette al centro il rapporto tra crescita turistica e sostenibilità. Con quasi 22 milioni di presenze complessive, l’isola si trova davanti alla necessità di gestire un volume di visitatori sempre più elevato, soprattutto nelle località maggiormente interessate dai flussi stagionali. La concentrazione estiva del turismo rappresenta l’elemento principale che alimenta il confronto sull’overtourism e sull’impatto del turismo di massa.
I numeri certificati dall’Istat descrivono una fase di forte crescita per il turismo sardo, con arrivi e presenze aumentati in modo significativo rispetto agli anni precedenti. La Sardegna ha registrato il maggiore incremento tra le regioni italiane nel 2025, mentre diversi comuni hanno raggiunto risultati record. L’aumento dei visitatori porta quindi insieme due elementi: il rafforzamento del settore turistico e la necessità di affrontare la gestione dei periodi di maggiore pressione sulle destinazioni più richieste.
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