Papa Francesco accusato di equidistanza nel conflitto Israele-Hamas
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Redazione Esteri
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L'Assemblea dei Rabbini d'Italia (Ari) ha espresso forte disappunto per l'approccio del Papa Francesco alla guerra in corso tra Israele e Hamas. Secondo l'Ari, il Papa ha perso l'occasione di condannare esplicitamente i crimini di Hamas, mettendo invece sullo stesso piano "l'aggressore e l'aggredito".
Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha ribadito il principio della "equivicinanza", sottolineando che la Santa Sede è vicina alle sofferenze di tutti. Ha affermato che non si è "sorvolato" nel condannare l'attacco di Hamas del 7 ottobre, ma allo stesso tempo non si può "ignorare" quanto accade a Gaza.
Tuttavia, i Rabbini d'Italia hanno criticato Papa Francesco per aver messo sullo stesso piano "aggredito e aggressore" riguardo al conflitto a Gaza. Questa critica è nata dalla decisione del Papa di ricevere i familiari degli ostaggi solo dopo aver organizzato un'udienza simile con i parenti di civili che vivono nella Striscia. Nonostante la ferma condanna dell'azione di Putin durante l'invasione russa dell'Ucraina, il Papa ha mantenuto una posizione simile, dichiarando che il conflitto deve fermarsi perché "siamo andati oltre".




