Accuse di stupro nella scherma italiana: due atleti indagati
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Redazione Sport
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Una giovane schermitrice uzbeka di 17 anni ha denunciato di essere stata vittima di stupro da parte di tre atleti italiani durante un ritiro a Chianciano Terme. La notizia ha scosso il mondo dello sport e ha suscitato reazioni da parte delle autorità sportive italiane.
Reazioni delle autorità
Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha definito le accuse "molto gravi". Ha riferito di aver sentito il presidente della Federscherma, Azzi, e di aver ricevuto una serie di informazioni dettagliate su quanto accaduto. La procura di Siena ha avviato un'indagine, ma i dettagli sono attualmente secretati.
Silenzio e solitudine
La giovane atleta che ha denunciato lo stupro sembra essere stata abbandonata dal mondo dello sport in cui è cresciuta e si è allenata per anni. Non ci sono state dichiarazioni dagli atleti, dalla Federscherma, né da coloro che lei accusa di averla stuprata all'interno del campus "International Sabre Camp". La ragazza si è trovata a chiedersi come potrà partecipare alle gare se i suoi presunti aggressori saranno presenti.
Gli atleti indagati
Sono stati resi noti i nomi dei due atleti indagati: si tratta di Emanuele Nardella, 21 anni, e Lapo Jacopo Pucci, 19 anni, entrambi juniores della squadra italiana di scherma. Le presunte violenze sarebbero avvenute a Chianciano Terme (Siena), nella notte tra il 4 ed il 5 agosto 2023, durante un ritiro. I due atleti sono indagati dalla procura di Siena con l'accusa di violenza di gruppo aggravata dalla minore età della vittima.




