De Luca condannato per le smart card anti-Covid
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Redazione Interno
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Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire la Regione per un importo di 609mila euro. La sentenza, emessa dalla Sezione Giurisdizionale Campania, riguarda la produzione delle smart card regionali durante la pandemia di Covid-19, ritenute superflue alla luce dell'introduzione del green pass nazionale. Le smart card, inizialmente concepite per facilitare la gestione delle vaccinazioni e dei dati sanitari, sono state giudicate inutili dopo l'adozione del green pass, che ha assorbito tutte le loro possibili funzioni sanitarie.
Le indagini, condotte dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, sotto la direzione dei pm contabili Davide Vitale e Mauro Senatore, hanno evidenziato come la decisione di proseguire con la produzione delle smart card, nonostante l'introduzione del green pass, sia stata presa autonomamente da De Luca. Quest'ultimo ha difeso le sue scelte, rivendicando la legittimità delle decisioni prese durante la gestione dell'emergenza Covid e sottolineando come la Campania abbia avuto il più basso tasso di mortalità in Italia grazie a interventi rapidi e autonomi.
La Corte dei Conti ha però ritenuto che la produzione delle smart card rappresentasse un inutile duplicato del green pass nazionale, già introdotto con il decreto legge 52 del 2021. La loro inutilità è stata acclarata e persino sconfessata dagli stessi ideatori nelle risposte fornite al Garante della privacy. Le strutture amministrative della Regione sono state giudicate esenti da responsabilità, concentrando l'onere del risarcimento su De Luca.
La vicenda delle smart card regionali, che avrebbe dovuto rappresentare un'innovazione nella gestione della pandemia, si è trasformata in un caso giudiziario che ha visto il governatore della Campania al centro delle critiche.




