Bergamo, studente di 15 anni rapinato in stazione fa arrestare il 19enne responsabile

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella confusione mattutina di fronte alla stazione, dove il viavai dei pendolari si incrocia con quello degli studenti, un quindicenne è stato bloccato da un ventenne che, dopo avergli intimato di consegnare denaro e smartphone, lo ha spinto a terra per impossessarsi del telefono. L’aggressione, avvenuta nell’area riservata ai taxi in un orario di punta, ha avuto però un epilogo diverso dal solito, poiché la vittima, mostrando una notevole prontezza, ha immediatamente allertato le forze dell’ordine. La rapida chiamata ha permesso agli agenti delle Volanti, già allertate da una serie di altri episodi simili, di intervenire tempestivamente e di rintracciare nelle vicinanze, poco dopo le otto del mattino, il sospettato.

Un foglio di via sistematicamente violato

L’uomo arrestato, un diciannovenne di origine marocchina residente in un comune della provincia, era già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici e, come emerso dalle indagini coordinate dal pubblico ministero, aveva più volte disatteso i provvedimenti restrittivi a suo carico. Il cosiddetto foglio di via, che gli vietava l’accesso alla città di Bergamo, era stato infatti violato almeno in nove circostanze documentate, un dettaglio che delinea l’atteggiamento di chi, sbeffeggiando le norme, agiva con un senso di impunità. La sua condotta, secondo quanto ricostruito, si sarebbe concentrata nel terrorizzare adolescenti, scegliendo volutamente vittime più giovani e presumibilmente più vulnerabili.

La lunga scia di aggressioni in poche ore

Quella ai danni del quindicenne non era un’azione isolata, ma parte di una scia criminale ben più ampia che ha gettato la città in uno stato di apprensione. Nel giro di un arco temporale molto ristretto, calcolabile in circa quattordici ore tra una giornata e l’altra, sono state infatti registrate aggressioni analoghe contro altri sette minorenni, per un totale di otto ragazzini rapinati. I metodi operativi di questi gruppi, spesso definiti baby gang, apparivano simili: l’uso di spray urticante per immobilizzare e intimidire le vittime, prese di mira principalmente per sottrarre loro denaro contante e oggetti di valore, in particolare scarpe e capi di abbigliamento di marca.

L’indagine e il provvedimento restrittivo

Le indagini, che hanno fatto seguito alle numerose denunce, hanno consentito di individuare nel diciannovenne arrestato uno dei presunti autori materiali di due di queste rapine, messe a segno in rapida successione in zona stazione. A seguito degli accertamenti e su disposizione del pubblico ministero che segue il caso, per l’uomo è stato disposto l’ingresso in carcere, un provvedimento che segna un momento significativo in un contesto dove la ripetitività degli episodi aveva alimentato un senso di allarme. Gli sviluppi giudiziari, tuttavia, rappresentano solo un tassello di un quadro complesso, che vede la polizia chiamata a intervenire in un fenomeno criminoso in evoluzione, mentre le vittime e le loro famiglie si ritrovano a fare i conti con il trauma subito.

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