L'Ue e la svolta sui carburanti, tra attese e nuove strategie industriali
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Redazione Economia
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L'Unione Europea, dopo anni di politiche rigidamente orientate all'elettrificazione forzata del parco auto, sembra aver intrapreso un percorso di maggiore pragmatismo. Le recenti dichiarazioni della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, hanno infatti riaperto un dibattito che molti consideravano chiuso, suscitando reazioni contrastanti e un acceso dibattito tra gli addetti ai lavori. Assogasliquidi, l'associazione che rappresenta il settore dei carburanti gassosi, pur definendo l'iniziativa "un importante passo avanti", ha sollecitato misure rapide e ben definite per superare di fatto il bando del motore endotermico previsto per il 2035.
La posizione dell'organizzazione è chiara: si chiede una revisione dei target di riduzione delle emissioni e, soprattutto, il pieno riconoscimento dei biocarburanti liquidi e gassosi, nonché di tutte le soluzioni rinnovabili conformi alla direttiva Red II. Tra questi, spiccano il bioGpl e il bioGnl, considerati strumenti fondamentali per una transizione energetica realmente efficace. Solo attraverso questo approccio, che rispetti il principio di neutralità tecnologica, si potranno garantire certezze agli investimenti delle imprese e un'effettiva riduzione della CO2, senza sacrificare intere filiere industriali.
Sulla stessa linea, seppur con toni più cauti, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, il quale, a margine di un evento a Reggio Emilia, ha commentato le dichiarazioni di von der Leyen affermando di non scorgere ancora "delle soluzioni nette". Orsini ha ribadito la necessità di puntare sulla neutralità tecnologica per raggiungere l'obiettivo comune della decarbonizzazione, un concetto che sembra finalmente guadagnare terreno a Bruxelles dopo una lunga fase di monoculturismo elettrico.




