Il cognome storico scelto per la seconda figlia di Federica Pellegrini e Matteo Giunta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nessuna sorpresa sul timing, dal momento che l’ex campionessa olimpica aveva già annunciato – con la consueta trasparenza che da sempre la contraddistingue – che il secondo parto sarebbe avvenuto ad aprile mediante un taglio cesareo programmato; e così, nella notte tra il primo e il due del mese, è venuta alla luce Rachele. La notizia, come ormai d’uso per molte celebrità che scelgono di gestire direttamente la comunicazione dei momenti privati, è stata diffusa attraverso un post su Instagram: una foto in cui Federica Pellegrini stringe a sé la neonata, coprendole il volto, accompagnata da una caption dal respiro quasi poetico, «La nostra piccola nata con la luna rosa». Un riferimento, quest’ultimo, alla cosiddetta “luna rosa” che tradizionalmente dà il nome alla prima luna piena di aprile.

Il nome scelto e il ruolo della sorellina Matilde

A rendere meno scontata la scelta onomastica, però, non è solo la decisione di chiamare la bambina Rachele – nome biblico dal forte valore simbolico, che nell’immaginario collettivo richiama la “madre sofferente” e amata – ma la circostanza, rivelata dagli stessi genitori, secondo cui il nome sarebbe stato selezionato dalla primogenita Matilde. Quest’ultima, nata il tre gennaio 2024 alle prime luci dell’alba (alle 6,51 per l’esattezza), ha avuto quindi un ruolo attivo in un passaggio che solitamente coinvolge esclusivamente i genitori; un dettaglio, questo, che restituisce bene l’idea di una famiglia i cui membri – anche i più piccoli – vengono coinvolti nelle decisioni importanti. Matilde era nata nello stesso ospedale, il Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella, a pochi chilometri da Verona, e lì è tornata, questa volta come sorella maggiore, per accogliere Rachele.

Il dibattito sul parto cesareo programmato

Nelle settimane precedenti al parto, Federica Pellegrini aveva suscitato un acceso dibattito sui social proprio rendendo pubblica la sua intenzione di ricorrere a un cesareo programmato; una scelta, la sua, che tocca un tema delicato e spesso divisivo come quello delle modalità del parto. Da un lato, c’è chi difende il diritto della donna a decidere autonomamente come vivere l’esperienza del travaglio e del parto – sottolineando che un cesareo programmato può ridurre l’ansia da prestazione e il timore delle complicanze –, dall’altro, non sono mancate le critiche di chi considera questa opzione una medicalizzazione eccessiva di un evento fisiologico. L’ex nuotatrice, che nel corso della sua carriera ha sempre mostrato di non temere le polemiche, non ha replicato punto su punto, limitandosi a documentare con i fatti – e cioè con la nascita di Rachele – la coerenza tra le sue parole e le sue azioni.

Un annuncio social senza fronzoli

L’annuncio social, in questo senso, è esemplare della comunicazione asciutta e insieme affettiva che Pellegrini e Giunta (ex nuotatore e oggi allenatore) hanno scelto di adottare: nessuna lunga dichiarazione ai rotocalchi, nessuna intervista esclusiva, ma una semplice didascalia che evita ogni retorica magniloquente. «Ciao Rachele! La nostra piccola nata con la luna rosa»: poche parole, una foto in cui il volto della neonata resta volutamente nascosto – e con esso ogni possibile speculazione sulla sua somiglianza – e il compito di trasmettere l’evento è affidato quasi interamente al sottotesto emotivo. Un approccio, questo, che già aveva caratterizzato la nascita di Matilde, avvenuta sempre a Negrar, e che sembra confermare una linea precisa: la riservatezza sui dettagli più intimi (il volto dei figli non viene esposto) si combina con la condivisione dell’evento in sé, quasi a voler tenere il pubblico a una distanza rispettosa ma informata.

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