Malan (FdI): minacce a Giorgia Meloni e scritte offensive, ma non ci fermano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre il partito al governo, Fratelli d'Italia, apriva i battenti della sua festa nazionale Atreju, luogo ideale – secondo le intenzioni degli organizzatori – per il dialogo e il confronto sereno fra posizioni diverse, riaffiora con prepotenza il linguaggio dell'odio e della minaccia indirizzato verso la presidente del Consiglio. A denunciarlo è il capogruppo al Senato di FdI, Lucio Malan, che, in una nota, parla di "ancora odio e minacce verso Giorgia Meloni", precisando come la determinazione del partito non verrà meno: "Non ci facciamo intimidire e andiamo avanti con la determinazione di sempre".

Scritte minacciose e la sigla inquietante

Le parole di Malan arrivano a commento di una serie di episodi che, nell'arco di poche ore, hanno riacceso i riflettori sulla violenza verbale e simbolica. A Marina di Pietrasanta, infatti, è comparsa una scritta con vernice rossa di chiaro tenore intimidatorio, contenente una minaccia di morte e la firma delle Brigate Rosse. L'episodio, subito denunciato da esponenti di FdI, fra i quali Giovanni Donzelli, ha spinto il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami a esprimere la sua solidarietà alla premier sui social network, attribuendo il gesto all'"estremismo rosso" e definendolo l'"ennesima prova di un clima d'odio che qualcuno continua a tollerare".

Il monito di Crosetto e le offese a Milano

Tematiche, queste, che sembrano trovare una eco allarmante nelle valutazioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto, il quale, in una recente intervista, ha parlato esplicitamente di un aumento della violenza politica e ideologica, esprimendo il timore di possibili derive eversive e sottolineando la necessità di una risposta che superi gli steccati partitici. Nel frattempo, a Milano, durante una manifestazione in piazza della Scala, sono state rivolte alla presidente Meloni nuove dichiarazioni offensive, come ha fatto notare un altro parlamentare di Fratelli d'Italia, chiedendo che la sinistra prenda le distanze da simili espressioni.

La linea della risposta politica

Il filo conduttore che unisce le reazioni degli esponenti di maggioranza, di fronte a questa recrudescenza di episodi, è un messaggio di fermezza e di non arretramento. Che si tratti di minacce estremiste o di insulti verbali durante le proteste, la risposta politica dichiarata è una sola: non lasciarsi intimidire. Un atteggiamento che viene presentato come una costante, un tratto distintivo dell'azione del partito e del governo, il quale, secondo quanto emerge dalle dichiarazioni, procederà per la sua strada nonostante le intimidazioni.

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