Reijnders e la stagione da protagonista: "Milano è rossonera, giocare qui è un sogno"
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Redazione Sport
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Tijjani Reijnders, centrocampista del Milan, ha tracciato un bilancio della sua stagione in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, rivelando non solo i numeri che lo rendono uno dei pilastri della squadra – 15 gol e 4 assist tra campionato e coppe – ma anche il legame viscerale con la maglia rossonera. "Giocare qui era il sogno che avevo da bambino", ha confessato, sottolineando come l’approdo a Milano abbia rappresentato un punto di svolta nella sua carriera.
Quella che definisce una maggiore "concretezza" rispetto al passato emerge dai dati, ma anche dalle sue parole. "Anche prima andavo vicino al gol, ma ora sono più decisivo", ha spiegato, senza nascondere la soddisfazione per una progressione che lo ha visto diventare un perno del centrocampo. Un miglioramento che si riflette nelle prestazioni in campo, come nel derby di Coppa Italia vinto 3-0 contro l’Inter, dove ha siglato il terzo gol su assist di Rafael Leao. "Abbiamo un feeling speciale – ha detto riferendosi al compagno –. Leao è super, tutti sanno quanto sia forte, e per me è un privilegio averlo accanto".
L’esultanza a braccia aperte sotto la curva, diventata ormai un suo marchio di fabbrica, nasce da un’abitudine quasi filosofica. "A casa dico spesso ‘C’est la vie’ quando le cose non vanno come vorrei – ha rivelato –. Quell’immagine mi è venuta in mente tempo fa e ora la vivo come un modo per condividere la gioia con i tifosi". Un rapporto simbiotico, quello con il pubblico, che si alimenta anche nelle sfide più sentite. "Milano è rossonera, perché l’Inter non ci ha mai battuto in questa stagione", ha dichiarato con tono provocatorio, pur ammettendo che in campionato sarebbe servita "più continuità".
Sul successo in Coppa Italia, ottenuto dopo un’eliminazione sofferta in Europa League, Reijnders non ha usato mezzi termini: "Mercoledì non potevamo sbagliare, eravamo affamati come cani". Una metafora che racchiude la determinazione di una squadra decisa a lasciare il segno, con lui in prima linea. Quello che colpisce, oltre ai numeri, è la maturità con cui affronta ogni partita, lontana dall’inesperienza che a volte si attribuisce ai giovani talenti.




