Milano, Modric e quella tradizione rossonera che non teme l’età
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Redazione Sport
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Quando Luka Modric, nato a Zara nel 1985, ha vinto il Pallone d’Oro nel 2018, pochi avrebbero scommesso che, sei anni dopo, avrebbe scelto l’Italia per continuare a giocare a livelli altissimi. Eppure, il croato – che ha lasciato il Real Madrid dopo una straordinaria carriera durata un decennio – ha firmato con il Milan un contratto fino al 2026, con l’opzione per un altro anno. Un colpo di mercato che riporta la Serie A al centro dell’attenzione, dopo l’arrivo di Kevin De Bruyne al Napoli.
Quella dei rossoneri, d’altronde, è una storia che si ripete: accogliere campioni maturi, pronti a regalare prestazioni memorabili nonostante l’età avanzata. C’è chi, come Ronaldinho, ha illuminato San Siro per troppo poco tempo, e chi, invece, come Olivier Giroud – partito quest’anno dopo tre stagioni decisive – ha dimostrato che l’esperienza può valere più della giovinezza. Modric, che indosserà la maglia numero 14, sembra appartenere a questa seconda categoria: un regista capace di dettare i tempi del gioco con quella classe che non svanisce.
La trattativa, conclusa a parametro zero dopo la scadenza del suo legame con il Real Madrid, è stata annunciata con un comunicato ufficiale in cui il club ha sottolineato l’importanza dell’acquisto. "Sono molto felice di essere qui", ha detto Modric all’arrivo a Malpensa, evitando di aggiungere altro. Le sue parole, però, bastano a confermare un progetto ambizioso: quello di un Milan che punta su nomi importanti per tornare a competere in Europa, senza rinunciare a quel mix di talento e personalità che ha sempre caratterizzato i suoi migliori trascorsi.




