Incendio sul monte Ladino, fiamme nel bosco e case distrutte: elicotteri in azione per ore

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il primo pomeriggio di venerdì 3 aprile, quando il sole scalda ancora la terra e l’aria secca dei boschi attende solo una scintilla, una colonna di fumo così vasta e nera da essere visibile per chilometri si è alzata alle spalle della frazione Sant’Apollonio, a Lumezzane, nel bresciano. Le fiamme, divampate sul monte Ladino, hanno subito mostrato un carattere aggressivo: si sono sviluppate su tre fronti distinti, un’evoluzione che gli esperti, in assenza di indagini ufficiali già in corso da parte della procura, tendono a ricondurre a cause accidentali. Nessuna pista dolosa viene al momento menzionata nei rapporti dei Vigili del fuoco, i quali – va detto – hanno concentrato tutte le energie sullo spegnimento piuttosto che sull’origine.

L’arrivo dei mezzi aerei e la difficoltà del terreno

Sul posto si sono alzati in volo diversi elicotteri: due della Protezione Civile, uno dei Vigili del fuoco e persino un Canadair, quest’ultimo impiegato solitamente per incendi di vaste proporzioni. La loro azione, scandita da lanci d’acqua precisi ma resa complessa dalle raffiche di vento che hanno cambiato direzione più volte, ha consentito di evitare il peggio nelle aree abitate. Tuttavia, la conformazione accidentata del monte Ladino – con pendii ripidi e accessi impervi – ha costretto le squadre a terra a operare in condizioni di difficoltà oggettiva, protraendo l’intervento per diverse ore.

Le case lambite dalle fiamme e l’evacuazione di due anziani

Paura vera, e non soltanto apprensione, si è registrata nella zona di Passo del Cavallo, dove le fiamme sono arrivate a lambire alcune abitazioni. Si trattava per lo più di seconde case, nove in totale secondo i primi rilievi dei tecnici, delle quali due sono andate completamente distrutte. Nessuna vittima, per fortuna, ma l’elicottero dei Vigili del fuoco ha dovuto effettuare una manovra delicata per mettere in salvo due persone anziane che si trovavano proprio ai piedi del fronte incendiato. Altri residenti, nelle zone immediatamente sottostanti, sono stati allertati dalle autorità locali: una misura precauzionale, questa, che ha permesso a molti di lasciare le proprie case prima che il fumo diventasse irrespirabile.

Venti ettari in fumo e la situazione sotto controllo in serata

L’area percorsa dalle fiamme, stando alle stime diffuse dagli stessi Vigili del fuoco, supera i venti ettari di bosco. Un patrimonio naturale bruciato in poche ore, mentre in volo continuavano i rifornimenti d’acqua e a terra gli uomini lottavano contro il fuoco con schiumogeni e lance. Verso sera, la situazione è stata dichiarata sotto controllo: le fiamme sono state quasi del tutto spente, anche se non si escludono – come sempre accade in questi casi – piccoli focolai residui che richiederanno monitoraggio per tutta la notte. I residenti allertati hanno potuto fare ritorno alle loro case, eccetto quelli le cui abitazioni sono state dichiarate inagibili. Le operazioni di bonifica proseguiranno nei prossimi giorni, mentre resta da chiarire – eventualmente con il supporto della magistratura – quale scintilla abbia dato origine a questo pomeriggio di fuoco sopra Lumezzane.

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