La flotta russa staziona nel Tirreno: la Sardegna monitora il "corriere" sotto sanzione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Da giorni, un insolito assembramento di unità della Marina russa solca le acque internazionali antistanti la Sardegna orientale, in un balletto marittimo che non sfugge al controllo delle forze italiane e dell'Alleanza Atlantica. La formazione, che ha deviato dalla consueta rotta verso Gibilterra per risalire il Tirreno, è composta da tre elementi: il cacciatorpediniere Severomorsk, la petroliera Kama e, soprattutto, la nave cargo Sparta IV. Quest'ultima, lunga 122 metri, è nota negli ambienti della intelligence internazionale con l'inquietante soprannome di "corriere della morte", designazione che le deriva dal suo storico impiego, documentato dal ministero della Difesa di Mosca, per il trasporto di armamenti in varie regioni del mondo.

Il monitoraggio costante della Marina Militare italiana

La presenza prolungata del gruppo navale, che dal 3 febbraio procede con lente andature a dondolo fra la costa sarda e il Canale di Sicilia, ha attivato i protocolli di sorveglianza predisposti nell'ambito dell'operazione Mediterraneo Sicuro. A vigilare, infatti, è stata inviata la nuova fregata della Marina Militare Spartaco Schergat, coadiuvata da un velivolo da pattugliamento marittimo ATR 72MP dell'Aeronautica; a questi si è aggiunto un aereo ATR P-72B della Guardia di Finanza, decollato dalla base di Pratica di Mare. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha sottolineato come tali attività di controllo, sebbene le unità russe si mantengano rigorosamente in acque internazionali, siano finalizzate a garantire la sicurezza nazionale e quella collettiva dell'Unione Europea.

Il profilo oscuro della Sparta IV e il sistema della "flotta fantasma"

L'attenzione degli analisti si concentra in particolare sulla Sparta IV, la cui posizione è l'unica tracciabile pubblicamente tramite i sistemi di identificazione automatica, mentre le altre due navi procedono spesso a trasponder spento. La cargo, che figura nelle liste di sanzioni statunitensi per il suo ruolo nel trasporto di materiale bellico, è considerata una delle imbarcazioni emblematiche della cosiddetta "flotta fantasma" russa, una rete di navi, molte delle quali petroliere, utilizzata per eludere le restrizioni economiche imposte alla Federazione Russa. La sua scorta militare, rappresentata dal cacciatorpediniere Severomorsk e dalla nave appoggio Kama, ne conferma il valore strategico e la necessità, per Mosca, di proteggerne il carico durante le missioni più delicate.

Le implicazioni strategiche di una presenza insolitamente prolungata

La mossa tattica di far stazionare il gruppo navale nel Tirreno, un'area non usuale per tali formazioni in transito, solleva interrogativi sulla sua effettiva finalità. Se da un lato l'ipotesi di un semplice rifornimento in mare tramite la petroliera Kama appare plausibile, dall'altro la natura del cargo della Sparta IV e i suoi precedenti operativi lasciano spazio a valutazioni più complesse. La situazione, in ogni caso, rimane sotto stretta osservazione, poiché la permanenza di unità da guerra russe a così breve distanza dalle coste di un paese membro della Nato costituisce, di per sé, un fattore di attenzione che le autorità militari italiane seguono con scrupolo, evitando allarmismi ma senza abbassare la guardia.

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