Milan, lungo stop per Gabbia: Tomori scalpita e Amorim aspetta Inacio
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Redazione Sport
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Il Milan dovrà fare a meno di Matteo Gabbia per un periodo di tempo non indifferente. Per il difensore centrale, uscito in barella al minuto diciannove della partita di domenica contro il Sassuolo, la situazione è particolarmente seria. Gli esami strumentali eseguiti nella serata di ieri hanno evidenziato una lesione del flessore della coscia sinistra con parziale interessamento tendineo.
Il calciatore sarà sottoposto a un consulto specialistico per definire il percorso terapeutico più appropriato, ma il rientro in campo non avverrà prima di tre o quattro mesi, rimandando l'appuntamento sul terreno di gioco al 2027 inoltrato.
Il quadro clinico e le conseguenze immediate
Nell'immediato, il dolore fisico: mani sulla faccia, lacrime, lo sguardo preoccupato di Ruben Amorim che lo ha visto infilarsi negli spogliatoi in barella. Poi, il dolore dell'anima, affidato ai social: «Oggi è davvero difficile - ha scritto Gabbia -. Sono davvero dispiaciuto di non poter aiutare la squadra in questo momento della stagione molto importante. Farò tutto il possibile per tornare al meglio possibile e il prima possibile al fianco dei miei compagni, con la maglia rossonera addosso».
La sua assenza pesa come un macigno su un reparto che già in estate aveva mostrato crepe evidenti, tanto che la necessità di un centrale aggiuntivo era parsa chiara a tutti prima ancora che il destino ci mettesse lo zampino.
Tomori, la carta dell'esperienza per tamponare l'emergenza
L'allenatore portoghese non potrà, per ovvi motivi di tenuta atletica, far giocare sempre e ogni tre giorni il terzetto composto da Mario Gila, Koni De Winter e Strahinja Pavlović. Diventa quindi inevitabile il ricorso a quei calciatori che fin qui non hanno trovato spazio, a partire da Fikayo Tomori. Il difensore inglese, reintegrato in prima squadra soltanto al termine della sessione estiva di mercato dopo una lunga telenovela, dovrà ora giocoforza accumulare minuti ed entrare stabilmente nelle rotazioni.
Anche se non fa impazzire Amorim per caratteristiche tecniche, resta pur sempre una colonna dello spogliatoio rossonero degli ultimi anni, e con il suo ritorno in campo Gila potrebbe riposare o scalare al centro del reparto, permettendo a De Winter di tirare il fiato nei momenti di maggiore stanchezza.
Inacio, il pallino che resta caldo in vista di gennaio
In cima alla lista dei desideri della dirigenza di Via Aldo Rossi ci sono sempre Gonçalo Inácio dello Sporting Lisbona e Leny Yoro del Manchester United. La pista che porta al centrale portoghese, già inseguito a lungo durante l'estate, resta la più calda: l'offerta da quaranta milioni di euro presentata sul tavolo dello Sporting era stata accettata, ma l'affare è tramontato negli ultimi minuti della sessione estiva perché il club lusitano non aveva trovato un sostituto all'altezza.
Il legame tra Amorim e Inácio è solidissimo, visto che fu proprio il tecnico portoghese a lanciarlo in prima squadra nei Leões nella stagione 2020-2021, e i due condividono la stessa scuderia di procuratori. Fino all'apertura delle trattative, tuttavia, le soluzioni andranno trovate in casa, attingendo con cautela anche a profili come Filippo Terracciano, il giovane Sankhoun Diawara e forse il promettente Valeri Vladimirov, pronto a salire dalle fila del Milan Futuro.
Un calendario che non concede tregua
La gestione di questo periodo richiederà molta attenzione da parte dello staff tecnico, perché il calendario impone rotazioni continue tra Serie A ed Europa League. Diawara e Vladimirov, per evidente mancanza di esperienza nei palcoscenici di prima fascia, potrebbero pagare dazio in determinate partite di cartello. Spetta ad Amorim trovare il giusto equilibrio per traghettare la difesa del Diavolo fino al mercato di riparazione, quando la dirigenza rossonera difficilmente potrà permettersi di rimandare ancora l'intervento in quel reparto.
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