La Lazio affronta Lecce tra addii annunciati e un possibile erede di Romagnoli

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Redazione Sport Redazione Sport   -   “Sono 3 anni che mi prendi in giro!”: con queste parole, secondo quanto si apprende, Alessio Romagnoli avrebbe esordito nello scontro verbale, di una durezza inusitata, avvenuto ieri pomeriggio a Formello con il presidente Claudio Lotito. Quello che molti interpretano come un ultimo, disperato tentativo di trattenere il difensore, mentre altri vi scorgono una mera operazione di facciata, si è concluso senza alcun risultato positivo. La nuova proposta di rinnovo presentata da Lotito, che alcuni considerano l’ennesima mossa strategica in una trattativa ormai logora, non ha infatti scalfito la determinazione del giocatore, il quale, dopo un acceso faccia a faccia, ha ribadito la propria volontà di trasferirsi all’Al-Sadd, squadra qatariota allenata da Roberto Mancini. L’accordo, del resto, era già stato sostanzialmente definito nel corso di un pranzo al centro sportivo, sancendo di fatto la fine di un rapporto professionale che, ormai, pare irrecuperabile.

L'ultima battaglia sul campo prima della partenza

In un clima tutt'altro che sereno, come testimonia anche l'atteggiamento generalmente cupo della squadra in partenza per la Puglia, con la sola eccezione di un Mario Gila sorridente in un video promozionale, la Lazio si appresta a giocare a Lecce. Un terreno, quello del Via del Mare, che per Maurizio Sarri rappresenta un autentico tabù, essendo l'unico stadio in cui l'allenatore non ha mai collezionato una vittoria in carriera. In questa cornice carica di tensioni, Alessio Romagnoli scenderà in campo da titolare, seguendo una dinamica già sperimentata con Mattéo Guendouzi prima del suo addio alla Fiorentina. Pur avendo chiuso ogni possibilità di permanenza, il difensore non si è sottratto all'impegno, dimostrando una professionalità che non cancella, però, la profonda frattura creatasi. Al termine della sfida salentina, il capitano raccoglierà gli effetti personali rimasti a Formello e, lunedì, prenderà un volo diretto in Qatar, chiudendo così il suo capitolo biancoceleste.

La ricerca di un sostituto si intensifica

Con la partenza di Romagnoli, ormai data per certa, la dirigenza laziale si trova a dover fronteggiare una lacuna tecnica e caratteriale di primaria importanza all'interno del reparto difensivo. Per colmare questo vuoto improvviso, il direttore sportivo Angelo Fabiani avrebbe operato una scelta mirata, concentrandosi su un profilo già rodato nel campionato italiano. La scelta è caduta su Luca Ranieri, difensore della Fiorentina, individuato come il candidato ideale per ereditare il ruolo lasciato vacante. Le sue caratteristiche, che includono una buona conoscenza del torneo, discrete doti nella costruzione del gioco e una non trascurabile versatilità tattica, lo rendono, agli occhi del club, l'opzione più percorribile in un mercato che offre tempi ristretti per trovare soluzioni.

Il malcontento si estende oltre il campo

Le turbolenze di questo periodo non si limitano, d'altronde, alla sola sfera dirigenziale e della rosa. L'aria di incertezza e la percezione di una progetto in difficoltà hanno infatti iniziato a coinvolgere anche la base dei sostenitori. Il prossimo sciopero dei tifosi, annunciato in occasione della partita casalinga contro il Genoa, costituisce un segnale inequivocabile di un disagio che si è progressivamente esteso, andando a sommarsi alle tensioni che già attraversano l'ambiente. Una situazione complessa, quella della società, che un allenamento dopo l'altro e una partita dopo l'altra fatica a trovare una stabilizzazione, mentre il mercato e le scelte di campionato procedono su binari paralleli e ugualmente accidentati.

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