Mamdani valuta l’arresto di Netanyahu a New York durante l’Onu
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Redazione Esteri
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Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha dichiarato che la sua amministrazione sta valutando la possibilità di arrestare Benjamin Netanyahu se il primo ministro israeliano dovesse recarsi in città per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite prevista a settembre. La dichiarazione aggiunge un nuovo elemento di tensione intorno all’appuntamento dell’Onu, già considerato delicato per il contesto del conflitto in Medio Oriente. Mamdani ha spiegato che sono in corso verifiche sulle possibilità previste dalla legge e che il tema è stato discusso con l’Ufficio Legale di New York.
L’ipotesi riguarda un eventuale arrivo di Netanyahu a New York e, secondo quanto dichiarato dal sindaco, la possibilità di un intervento delle autorità nel momento in cui il premier israeliano si trovasse sul territorio della città. Mamdani ha affermato di essere in “dialogo costante” con gli uffici competenti per comprendere quali siano gli strumenti disponibili, precisando che l’amministrazione agirà soltanto entro i limiti consentiti dalla legge. L’intervista in cui ha parlato della questione è stata rilasciata al programma “The Interview” del New York Times.
Il confronto sull’Assemblea generale dell’Onu e la visita di Netanyahu
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite di settembre era già al centro dell’attenzione per le conseguenze politiche legate alla guerra di Israele a Gaza, iniziata dopo il massacro del 7 ottobre 2023. La possibile presenza di Benjamin Netanyahu a New York ha quindi assunto un ulteriore rilievo dopo le parole del sindaco Mamdani, che ha collegato la questione dell’eventuale arresto alle valutazioni legali in corso. Il tema riguarda il rapporto tra le autorità locali, gli obblighi previsti dalla legge e la presenza di un capo di governo straniero nella città che ospita il quartier generale dell’Onu.
Netanyahu è accusato di crimini contro l’umanità per la guerra di Israele a Gaza, un elemento richiamato nelle dichiarazioni relative alla possibilità di un arresto durante la visita alle Nazioni Unite. Mamdani ha precisato che New York non procederà alla creazione di nuove norme per affrontare il caso, ma valuterà esclusivamente le possibilità già previste dall’ordinamento. La questione resta quindi legata agli strumenti che la città ritiene di poter utilizzare in occasione dell’Assemblea generale.
Le reazioni politiche dopo le dichiarazioni del sindaco di New York
Le parole di Zohran Mamdani hanno suscitato anche reazioni politiche sul ruolo delle istituzioni internazionali. Craxi, esponente di Forza Italia al Senato, ha definito le dichiarazioni del sindaco di New York una “deriva demagogica pericolosa” sostenendo che la prospettiva di un arresto di un capo di governo nella città che ospita il quartier generale delle Nazioni Unite potrebbe mettere a rischio la funzione dell’Onu come luogo di confronto internazionale.
Il dibattito aperto dalle dichiarazioni del sindaco di New York riguarda quindi due aspetti distinti: da una parte la valutazione legale sull’eventuale arresto di Benjamin Netanyahu durante una visita all’Assemblea generale dell’Onu, dall’altra il ruolo della città ospitante rispetto agli equilibri diplomatici legati all’organizzazione internazionale. Mamdani ha confermato che le verifiche sono ancora in corso e che ogni eventuale iniziativa dovrà rimanere all’interno dei limiti stabiliti dalla legge.




