Il ponte sullo Stretto di Messina: tra espropri e preoccupazioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La cittadina Marianna Giuffrida è tra le prime a presentarsi allo sportello informativo al Palacultura, preoccupata per il futuro della sua abitazione a seguito dei lavori per il Ponte sullo Stretto di Messina. Nonostante la sua casa non sia soggetta a esproprio, Marianna teme che non potrà più abitarci una volta avviati i cantieri.

Il caso di Marianna Giuffrida

Marianna Giuffrida non è un'esproprianda. Nel suo caso, si tratta di un asservimento per pubblici servizi. Sembra che si tratti soltanto di un passaggio di cavi, tubi e pozzetti. Tuttavia, le preoccupazioni non mancano: "Io lì non ci potrò abitare se partiranno i cantieri", afferma.

Il ponte sullo Stretto di Messina

Il ministro dei Trasporti e della Infrastrutture, Matteo Salvini, ha urgente bisogno che i lavori del Ponte sullo Stretto comincino il prima possibile. Salvini ripete che il ponte si comincerà a costruire entro il 2024. Solo da pochi giorni è stata resa pubblica l'analisi dei costi e dei benefici redatta dalla società "Stretto di Messina".

L'analisi dei costi e dei benefici

Il buon senso e la buona politica richiederebbero che a stendere lo studio fosse una società terza e non una di quelle coinvolte nel progetto. Per ora, però, ci si deve accontentare dell'analisi fornita dalla società "Stretto di Messina".

Le mani dei Mancuso sugli espropri

L'ultima delle preoccupazioni riguarda le ingerenze della 'ndrangheta nella costruzione dell'opera di collegamento stabile tra Calabria e Sicilia. Dopo che sono decaduti quasi tutti i motivi del "No" e le teorie nopontiste sono state smontate pezzo per pezzo dagli esperti, in Calabria e Sicilia l'argomento Jolly con il quale si vince facile è la criminalità organizzata.

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