Trentino, maestra muore a 56 anni dopo l'intervento estetico: aperta un'inchiesta

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Clara Palaoro, insegnante di scuola primaria di 56 anni residente a Pergine Valsugana, in Trentino, è deceduta nella notte tra domenica e lunedì all'ospedale Santa Chiara di Trento. La donna era in coma da otto mesi, in seguito a un intervento di chirurgia estetica eseguito il 28 gennaio scorso in una struttura privata di Marostica, in provincia di Vicenza. L'intervento, considerato di routine, si era trasformato in una tragedia nelle ore immediatamente successive.

La ricostruzione della giornata dell'intervento

Secondo il racconto fornito dal compagno della donna, Alessandro Avi, Clara Palaoro era entrata in sala operatoria intorno alle 10.15 e l'operazione si era conclusa circa tre ore dopo. Accompagnata in stanza da un'infermiera, appariva pallida e stordita dall'anestesia. Dopo qualche minuto era arrivato l'anestesista, che si era limitato a lasciare un numero di telefono in caso di necessità prima di allontanarsi. Avi era uscito dalla clinica per permettere alla compagna di riposare, ma al suo ritorno, intorno alle 14.30, aveva trovato la struttura chiusa e nessuno aveva risposto alle sue chiamate. Solo verso le 15.30 era riuscito a rientrare: il chirurgo gli aveva comunicato che la donna aveva accusato un malore ed era stata riportata in sala operatoria, senza più risvegliarsi. Il personale sanitario avrebbe chiamato il 118 alle 16.15, quando Clara Palaoro era già in coma da tempo.

Il trasferimento in ospedale e i mesi di ricovero

Dopo il malore, la donna era stata trasferita d'urgenza all'ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa, dove era entrata in stato vegetativo. Nei mesi successivi era stata prima ricoverata al Santa Chiara di Trento e poi trasferita all'ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana, struttura specializzata nella neuroriabilitazione intensiva per gravi cerebrolesioni e nel recupero delle autonomie. Una decina di giorni prima del decesso, a causa di un ulteriore aggravamento del quadro clinico, era stata riportata al Santa Chiara, dove è spirata.

La donna lascia il compagno Alessandro Avi e le figlie Miriana e Sara.

Le indagini della Procura di Vicenza

Sulla vicenda indaga la Procura della Repubblica di Vicenza, che ha aperto un fascicolo inizialmente per lesioni colpose gravissime, ipotesi riqualificata in omicidio colposo dopo il decesso. L'autopsia, disposta dalla stessa Procura, è stata fissata per lunedì 28 settembre. Le figlie della donna, attraverso l'avvocato Andrea de Bertolini, avevano già presentato un esposto nei mesi scorsi per chiedere di accertare le cause del coma. Il compagno della vittima ha nominato l'avvocato Christian Gecele e si è affidato a due consulenti tecnici, il professor Enzo Ronchi e il dottor Sandro Feller.

Il Poliambulatorio Marostica Salus, la struttura dove è stato eseguito l'intervento, ha fatto sapere tramite i propri legali che non rilascerà dichiarazioni in considerazione del procedimento penale in corso.

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