Aymane, il sedicenne che ha salvato due vite sacrificando la sua

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non sempre l’eroismo indossa un mantello. A volte ha il volto di un ragazzo minuto, gli occhi pieni di vita e un istinto che non lascia spazio ai calcoli. Aymane Ed Dafali, 16 anni, originario del Marocco ma residente da tre anni a Castelnovo Bariano, nel Rodigino, ieri pomeriggio ha scritto una pagina di coraggio che ora è anche l’ultima della sua storia. Era sulle acque del canale di Logonovo, tra Lido degli Estensi e Lido Spina, quando ha visto due bagnanti – una coppia, secondo le prime ricostruzioni – lottare contro la corrente. Senza esitare, si è tuffato dal pedalò su cui era con tre amici. Li ha raggiunti, li ha spinti verso la riva. Poi, le forze l’hanno tradito.

Vent’anni minuti dopo, il suo corpo senza vita è stato recuperato dai soccorpi. Quella che i medici chiamano "sindrome da annegamento" – un cedimento improvviso, spesso legato allo sforzo estremo – non gli ha lasciato scampo. «Ci stringiamo con profonda commozione alla famiglia», ha detto Valeria Mantovan, assessora regionale veneta all’istruzione, definendo il gesto di Aymane «un esempio di umanità che non deve essere dimenticato». Le parole, però, restano sospese come un vuoto di fronte alla ferita aperta.

Il ragazzo, descritto da chi lo conosceva come un giovane riservato ma sempre pronto agli altri, frequentava l’istituto professionale di Badia Polesine. La scuola, oggi, è un brusio di voci spezzate. Quella stessa umanità che l’assessora celebrava, ora si misura con un dolore che non ha formule. La coppia salvata, turisti secondo alcune fonti, è stata trasportata in ospedale per accertamenti ma è fuori pericolo.

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