Le giornate Fai di primavera aprono 780 luoghi in 400 città, da uno stadio a un ministero

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Saranno 780 i luoghi coinvolti in quattrocento città italiane, e poi ci sono quei diciassettemila studenti pronti a fare da ciceroni, e ancora settemilacinquecento volontari delle delegazioni territoriali: sono i numeri, diffusi nel corso della conferenza stampa di presentazione che si è tenuta al Ministero della Cultura, della trentaquattresima edizione delle Giornate Fai di Primavera, l’appuntamento fisso con il patrimonio culturale e paesaggistico che anche quest’anno, sabato 21 e domenica 22 marzo, offrirà al pubblico la possibilità di varcare la soglia di edifici e spazi solitamente inaccessibili o poco noti.

L’elenco, consultabile interamente sul sito ufficiale della Fondazione, spazia dalle grandi architetture istituzionali ai gioielli nascosti nei borghi, passando per infrastrutture industriali e aree naturalistiche, quasi a voler dimostrare che il concetto di “bellezza” può declinarsi in forme anche molto diverse tra loro. A Roma, tra le aperture più attese, c’è quella del Palazzo del ministero dell’Istruzione e del Merito, opera di Cesare Bazzani che lo progettò nel 1912, ma anche la Corte Suprema di Cassazione, che ha sede nel maestoso Palazzo di Giustizia voluto dall’architetto Guglielmo Calderini tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. E se nella Capitale prevale il rigore delle istituzioni, a Napoli il clou sarà rappresentato dallo Stadio Maradona: qui i visitatori, dopo aver percorso il cosiddetto Miglio Azzurro, potranno osservare il terreno di gioco direttamente da bordo campo, calandosi per un attimo nei panni degli atleti.

Un itinerario francescano tra spiritualità e arte

L’edizione del 2026 cade nell’anno in cui ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, e il Fai ha scelto di celebrare l’evento con un percorso tematico che si snoda attraverso otto regioni, toccando alcuni luoghi simbolo legati alla figura e al culto del santo. Si potrà così visitare il Santuario di San Donato a Ripacandida, in provincia di Potenza, definito talvolta la “piccola Assisi lucana” per via degli affreschi cinquecenteschi che lo decorano e per quel suo essere stato riconosciuto dall’Unesco come “monumento messaggero di cultura di pace”. E ancora, in Lombardia, aprirà il Complesso francescano di San Bernardino a Caravaggio, in provincia di Bergamo, dove un prezioso ciclo di affreschi racconta la Passione di Cristo, mentre in Umbria, a Montefalco, sarà possibile addentrarsi nel Convento di San Fortunato, custode di opere rinascimentali firmate da Benozzo Gozzoli, e nelle vicine grotte, un oratorio sotterraneo di origine paleocristiana. Non manca, naturalmente, il Bosco di San Francesco ad Assisi, un bene direttamente gestito dal Fai, luogo di silenzio e raccoglimento ai piedi della Basilica.

Dalle prefetture ai fari, ecco le aperture più curiose

Accanto ai percorsi più classici, l’edizione di quest’anno riserva qualche sorpresa anche per i visitatori più curiosi. Apriranno eccezionalmente le loro porte nove sedi di Prefetture, tra cui quelle di Como, Trieste, Perugia e Caserta, che sveleranno ambienti di pregio e opere d’arte custodite nei loro uffici di rappresentanza. In Liguria sarà la volta della Lanterna di Genova, il faro simbolo della città, le cui prime testimonianze scritte risalgono addirittura al 1128, e della Stazione Elicotteri della Marina Militare a Sarzana, con un percorso che permetterà di conoscere da vicino le attività di addestramento e soccorso. A Torino si potrà entrare nel Palazzo di Città, sede del Municipio, dove saranno accessibili la Sala del Sindaco, eccezionalmente aperta al pubblico, la Sala dei Marmi e quella del Consiglio, con i loro arredi in velluti e damaschi rossi, mentre a Palermo Porta Nuova offrirà un percorso di visita inclusivo, pensato anche per persone con mobilità ridotta e per i più piccoli, grazie a supporti tattili e video dedicati.

Dalla ricerca scientifica all’arte contemporanea

Non si tratta solo di storia antica o di architettura religiosa. Le Giornate Fai guardano anche al presente e al futuro, aprendo le porte a centri di eccellenza nel campo della ricerca e dell’innovazione. A Pavia, per esempio, si potrà visitare la Fondazione Eucentre, punto di riferimento internazionale per l’ingegneria sismica, mentre a Camerino sarà la volta del ChIP, un polo di ricerca interdisciplinare. E poi c’è spazio per l’arte contemporanea, con l’apertura a Praiano, sulla costiera amalfitana, di Casa L’Orto, la dimora che fu dell’artista americano Sol LeWitt, tra i padri fondatori dell’arte concettuale, dove si potranno ammirare alcune opere di sua proprietà. Un’occasione, insomma, per scoprire quanto il patrimonio italiano sappia essere variegato, stratificato e, a tratti, sorprendente, reso accessibile in questo weekend grazie al lavoro dei volontari e alla consueta formula del contributo libero, che serve a sostenere le attività di tutela e valorizzazione portate avanti dalla Fondazione.

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