Salvatore Gallo, storico esponente del Partito Democratico, condannato a 4 anni per peculato e corruzione elettorale
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Redazione Interno
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Salvatore Gallo, l’ottantaquattrenne considerato per anni il “signore delle tessere” del Partito Democratico torinese, è stato condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione. La sentenza, emessa con il rito abbreviato, conclude il primo grado del procedimento Echidna, un filone dell’inchiesta del Ros sulle presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta nei cantieri dell’autostrada A32, la Torino-Bardonecchia. Accanto a lui, è stato condannato a tre anni di carcere anche l’ex direttore del personale di Sitaf, Salvatore Sergi.
I reati accertati
Il tribunale, nel dichiarare Gallo colpevole, ha riconosciuto la sussistenza di un ventaglio di reati. Oltre al peculato, è stata accertata l’imputazione di corruzione elettorale, relativa in particolare alle elezioni comunali del 2021. Secondo l’accusa, l’esponente politico avrebbe promesso o effettivamente erogato favori in cambio di sostegno per i candidati del suo partito. A questo si aggiunge il capitolo relativo all’indebito utilizzo di metodi di pagamento, come carte di credito aziendali di cui non era titolare, utilizzate persino per rifornimenti di carburante non autorizzati.
Una condanna più severa dell’attesa
La condanna è stata notevolmente più severa della richiesta finale del pubblico ministero, che aveva indicato una pena di due anni e dieci mesi. Questo delinea un quadro giudiziario di grande rilievo, che getta una luce cruda su meccanismi di potere opachi. La vicenda, nata per scoprire infiltrazioni criminali nelle grandi opere, ha portato alla superficie un sistema di relazioni ai confini della legalità.
Il contesto più ampio delle indagini
La parabola giudiziaria di Salvatore Gallo rappresenta un episodio significativo di una certa gestione della cosa pubblica. Il processo, incentrato su scambi elettorali e sull’uso distorto di risorse, segna un punto fermo nelle indagini della magistratura. La sentenza si inserisce in un contesto investigativo più ampio, che continua a esaminare le connessioni tra l’appalto di lavori miliardari e le organizzazioni criminali di stampo mafioso.




