Van Aert multato in Trentino: 300 euro per le stampelle buttate nel cestino sbagliato

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Wout van Aert, il corridore belga della Visma che domenica 5 aprile sarà al via del Giro delle Fiandre, ha scoperto a sue spese quanto il Trentino sia inflessibile in materia di differenziata. L’episodio, che lui stesso ha definito “un gesto simbolico”, risale alla fine del 2024, quando il ciclista – reduce dal forzato ritiro alla Vuelta a causa di un infortunio al ginocchio – aveva scelto le montagne trentine per una breve pausa rigenerante assieme alla moglie. Un soggiorno, quello, pensato per ritrovare gradualmente la condizione fisica e per lasciarsi alle spalle le settimane più difficili della sua stagione, caratterizzate da dolori intensi e da una mobilità quasi nulla dell’articolazione.

Il recupero interrotto da una sanzione inaspettata

“All’inizio avevo molto dolore, non riuscivo ad appoggiarmi sul ginocchio né a piegarlo”, aveva raccontato il trentunenne belga in un podcast, il «Wielerclub Wattage», ripercorrendo quei giorni di riabilitazione. Proprio in quella fase, una volta che le stampelle non gli furono più necessarie, van Aert decise di disfarsene: le buttò in un cassonetto, convinto di fare la cosa giusta. Peccato che il contenitore prescelto non fosse quello adeguato per quel tipo di rifiuto, e qualcuno – forse un passante, forse un operatore ecologico, forse l’occhio vigile di una telecamera – lo ha immortalato. Quel video, come ha ammesso lo stesso atleta, “non ha aiutato”. La multa da 300 euro è arrivata uguale, diritta, senza sconti.

Un episodio raccontato tra il serio e il faceto

“Era un gesto simbolico – ha spiegato van Aert nel corso dell’intervista – mi è costato 300 euro”. Il corridore, che non vuole essere etichettato come uno dei quattro favoriti alla vittoria della Fiandre nonostante la presenza di avversari del calibro di Tadej Pogacar, Mathieu van der Poel (vincitori delle quattro edizioni passate) e del debuttante Remco Evenepoel, ha affrontato l’aneddoto con un misto di ironia e rassegnazione. Nessuna polemica, nessun ricorso: ha pagato, chiuso l’incidente e riportato a casa una curiosità burocratica più unica che rara. Il Trentino, da parte sua, non ha conosciuto deroghe: la regola è regola, e nemmeno una celebrità dello sport può sottrarsi al proprio dovere civico di smaltire correttamente i rifiuti.

Dalle montagne al pavé, passando per una sanzione

La vicenda, sebbene marginale rispetto alla carriera del campione, offre uno spaccato singolare di come la macchina amministrativa locale operi senza guardare in faccia nessuno. Le stampelle, oggetti ingombranti e realizzati con materiali misti (metallo, plastica, gomma), andavano portate in un’isola ecologica o smaltite secondo le procedure previste per i rifiuti speciali. Buttandole nel cassonetto generico – o in quello della carta, o in quello dell’indifferenziato, a seconda di dove è finito il gesto – van Aert ha innescato un illecito ambientale minore ma puntualmente rilevato. E ora, mentre si prepara ad affrontare le pietre e i muri del Fiandre, il belga porterà con sé anche questa multa: un souvenir trentino da 300 euro, più costoso di qualsiasi calamita da frigo.

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