Il 2026 riparte con van der Poel: a Baal è il settimo sigillo consecutivo
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Redazione Sport
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La nuova annata del ciclocross mondiale, aprendosi i battenti nel fango belga di Baal, non ha potuto che riconfermare una gerarchia ormai cristallizzata, quella che vede Mathieu van der Poel come un inarrivabile monarca della disciplina. Il campione olandese, che indossa la maglia iridata della specialità, ha infatti imposto la sua legge nel Gran Premio intitolato a una leggenda come Sven Nys, aggiudicandosi con autorevolezza la prova e portando a sette, su altrettante partecipazioni, il suo perfetto score stagionale. Un dominio, il suo, che appare sempre più inscalfibile, considerando anche la breve pausa presa a Diegem dove, non presente, aveva lasciato spazio al successo del gregario Tibor del Grosso.
La dinamica di una gara senza storia
Sul tracciato tecnico che ha reso celebre la località fiamminga, la corsa ha trovato il suo epilogo già a metà percorso, quando van der Poel ha deciso di forzare l’andatura staccando l’unico corridore che, in quel frangente, sembrava poterlo contrastare, il belga Emiel Verstrynge. Quest’ultimo, pur resistendo con onore, ha dovuto infine cedere e accontentarsi del secondo posto, mentre alle sue spalle si sviluppava un’altra battaglia per il gradino più basso del podio. A vincerla è stato Thibau Nys, figlio dell’eroe di casa, che è così riuscito a portare a casa un terzo posto di prestigio, sebbene a una distanza considerevole dal vincitore.
Il brillante piazzamento di Fontana
Tra i molti che hanno cercato di reggere il passo dei migliori, spicca senza dubbio la prestazione dell’italiano Filippo Fontana, il quale, con una gara di equilibrio e tenacia, si è issato fino alla settima posizione finale, staccato di due minuti e ventisette secondi dal campione. Un risultato di rilievo, il suo, che si inserisce in una top ten altrimenti compattamente dominata da olandesi e belgi, con il francese David Menut nono a fare eccezione. La classifica, del resto, fotografa con fedeltà l’attuale panorama del ciclocross d’élite, dove pochi riescono a inserirsi nella scia dei grandi favoriti.
Un panorama senza Wout van Aert
L’assenza di un rivale storico come Wout van Aert, la cui ombra è sempre presente in queste gare pur nella sua momentanea lontananza dalle corse, ha lasciato il campo ancor più libero per l’estro irrefrenabile di van der Poel. Il corridore della Alpecin–Deceuninck, anche a fronte di un piccolo errore di percorso che non lo ha minimamente scalfito, ha amministrato il vantaggio con la freddezza del cannoniere abituato a questi trionfi, consegnandosi una vittoria che assume anche il sapore di un omaggio al luogo e al nome a cui la gara è dedicata. Il ciclo delle sfide, per lui, prosegue senza interruzioni, mentre il mondo del ciclocross attende il prossimo, raro appuntamento in cui qualcuno potrebbe provare a interrompere questa serie.




