Piazza Affari, la prima ondata di dividendi 2026: Ferrari, UniCredit e le altre cedole da monitorare
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Redazione Economia
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Il meccanismo, si sa, è quasi rituale: il lunedì, a Piazza Affari, è il giorno designato per lo stacco delle cedole. E così, anche per questa stagione – che tecnicamente è già iniziata ma che raggiungerà il suo apice a maggio, come da tradizione – l’attenzione degli investitori si concentra sui listini con la consueta, metodica precisione. Alcuni dei pesi massimi del Ftse Mib hanno già avviato il conto alla rovescia per il pagamento, previsto per la terza e la quarta settimana di aprile, e in questo contesto i numeri parlano chiaro: Ferrari, per esempio, stacca un dividendo di 3,615 euro (l’erogazione effettiva avverrà il 5 maggio), mentre UniCredit propone un saldo di 1,7205 euro, che va a comporre un totale di 3,149 euro per l’intero esercizio. Non sono da meno Prysmian, con una cedola da 0,90 euro, e Banca Mediolanum, dove il saldo di 0,65 euro (su un totale di 1,25 euro) verrà pagato il 22 aprile. La stessa data, cioè il 22 aprile, fa da spartiacque anche per Mediobanca (0,63 euro su bilancio semestrale), per Banco BPM (0,54 euro di saldo su un totale di 1 euro) e per Campari, che distribuirà 0,10 euro.
Rendimenti e conti: il confronto con il Btp decennale
Malgrado l’instabilità, quella geopolitica e quella dei mercati, che certo non aiuta a fare previsioni, l’indice Ftse Mib viaggia a +7,6% da inizio anno. Un dato che, se incrociato con il monte dividendi complessivo – quasi 30 miliardi di euro distribuiti dalle blue chip, con uno yield medio del 3,9% – offre uno spunto interessante. Quel 3,9%, al netto delle imposte, si scontra infatti con il 3,8% garantito dal Btp decennale; una differenza di un decimo di punto che, in un portafoglio diversificato, può trasformarsi in un elemento di scelta non marginale. Perché, se è vero che la cedola obbligazionaria offre una sicurezza teorica, quella azionaria porta con sé il potenziale di una rivalutazione del titolo, ma anche rischi maggiori.
Lo Star e l’Euronext Milan: gli stacchi del 27 aprile
Il prossimo lunedì 27 aprile, con pagamento previsto dal 29 aprile, i riflettori si sposteranno però su un altro segmento del mercato. Sul listino generale, tre società staccheranno la loro cedola, ma è sul paniere Star che si registra uno degli interventi più attesi: Fiera Milano, su un prezzo di chiusura del 23 aprile fissato a 8,28 euro, distribuirà 0,25 euro, con un rendimento del 3,02%. Passando all’Euronext Milan, ecco invece Banca Profilo, dove il dividendo di 0,007 euro – su un prezzo di 0,1996 euro – produce un rendimento a doppia cifra apparente (3,51%) che però, visti gli importi ridotti, richiede attenzione. BasicNet, con una cedola di 0,16 euro su un prezzo di 7,59 euro, si ferma al 2,11%; mentre la Edison r., come da tradizione, completerà il quadro con un meccanismo che premia la continuità.
Il dettaglio delle cedole e le date di pagamento
Per chi segue la borsa con costanza, l’appuntamento del 27 aprile rappresenta un tassello fondamentale della cosiddetta “stagione dei dividendi 2026”, quelli relativi ai bilanci dell’esercizio 2025. L’azienda che distribuisce la cedola, di fatto, restituisce agli azionisti una parte degli utili, e in questa tornata il ventaglio è variegato: si va dalle banche – con UniCredit, Mediobanca e Banco BPM già citate – al settore energetico, passando per il lusso e la tecnologia dei cavi. Nessuna cedola, in questa prima ondata, raggiunge i livelli di rendimento di alcune società più piccole (Banca Profilo su tutte), ma il volume complessivo degli scambi e la liquidità attesa restano consistenti. E mentre il 22 aprile segna la data di pagamento per la maggior parte dei Big, per Ferrari bisognerà attendere il 5 maggio, una scadenza che molti trader tengono già segnata in agenda.




