Esplosione a bordo, affonda nave cargo russa nel Mediterraneo
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Redazione Esteri
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La nave cargo russa Ursa Major, di proprietà della compagnia SK-Yug, è affondata nelle acque internazionali del Mar Mediterraneo a seguito di un'esplosione avvenuta nella sala macchine. L'unità di crisi del ministero degli Esteri russo ha confermato l'incidente, specificando che l'esplosione ha causato l'affondamento della nave, la quale era stata inviata da Mosca per evacuare armi ed equipaggiamenti dalla Siria. A bordo della nave, costruita nel 2009, si trovavano 16 membri dell'equipaggio, tutti cittadini russi; di questi, 14 sono stati tratti in salvo e portati al porto di Cartagena, mentre due risultano ancora dispersi.
Secondo i dati di tracciamento LSEG, la nave era partita dal porto russo di San Pietroburgo l'11 dicembre e aveva indicato come prossimo porto di scalo quello russo di Vladivostok, nonostante avesse fatto scalo in precedenza nel porto siriano di Tartus. L'ultimo segnale della nave è stato inviato lunedì sera mentre navigava tra Algeria e Spagna. L'incidente è stato segnalato nella notte, quando la nave era alla deriva al largo della Spagna.
Parallelamente, i servizi segreti militari ucraini hanno riferito che un'altra nave cargo, denominata Sparta e inviata da Mosca in Siria, era alla deriva vicino alla costa del Portogallo. Tuttavia, non sono stati forniti ulteriori dettagli su questo secondo incidente.
L'affondamento della Ursa Major rappresenta un grave episodio nel contesto delle operazioni russe nel Mediterraneo, sollevando interrogativi sulle condizioni di sicurezza delle navi impiegate per il trasporto di armi ed equipaggiamenti militari.




