La Guang Rong salpa da Massa, a undici mesi dall'incaglio

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Con una manovra attesa da quasi un anno, la nave mercantile Guang Rong ha finalmente lasciato il fondale sabbioso di Marina di Massa, dove si era incagliata nella notte del 28 gennaio scorso, in seguito a un impatto – causato dalle avverse condizioni meteorologiche – che ne compromise la stabilità e danneggiò una sezione del pontile. Le operazioni di rigalleggiamento, avviate all'alba dopo una lunga e meticolosa preparazione, hanno impegnato i tecnici per l'intera giornata, in un'azione complessa che ha dovuto tener conto sia della fragilità dello scafo sia della necessità di evitare ulteriori ripercussioni sull'ecosistema marino costiero.

Il percorso tecnico verso il recupero

Prima che il relitto potesse essere mosso, è stato necessario completare una fase preliminare di messa in sicurezza, la quale, come spesso accade in simili circostanze, ha richiesto tempi più lunghi del previsto. Gli operatori, infatti, hanno provveduto allo svuotamento dei serbatoi dal carburante residuo, un'operazione delicatissima per scongiurare inquinamenti, e allo scarico del pesante carico di blocchi di marmo che, sebbene non pericoloso, ne aggravava la posizione. Solo a quel punto, liberata dalla zavorra che la teneva ancorata al fondo, la nave è stata progressivamente rialzata e preparata per il trasferimento.

Verso il porto di Livorno per le valutazioni finali

Trainata da rimorchiatori specializzati, l'unità – che mantiene la bandiera cipriota sotto cui navigava al momento dell'incidente – ha intrapreso il suo ultimo viaggio verso il porto di Livorno, dove sarà sottoposta a perizie e accertamenti definitivi. Il trasferimento, che conclude un capitolo di forte impatto per la cittadina costiera, rappresenta l'esito di un coordinamento tra autorità marittime, protezione civile e la società incaricata delle operazioni, le quali, nonostante le inevitabili complicazioni, sono proseguite senza intoppi maggiori. Molti, tra residenti e frequentatori del lungomare, hanno seguito da lontano le manovre, osservando la sagoma della nave allontanarsi dalla linea di costa che per mesi ne era stata lo sfondo inevitabile.

Il risvolto giudiziario e le inchieste in corso

Parallelamente alle attività di rimozione, prosegue l'indagine condotta dalla magistratura per accertare le dinamiche precise dell'incidente e le eventuali responsabilità. Come di consueto in casi di naufragio e danneggiamento di infrastrutture portuali, i pubblici ministeri stanno esaminando i dati della scatola nera della nave, i rapporti meteorologici del quella notte e le dichiarazioni dell'equipaggio, al fine di ricostruire la catena degli eventi che portò allo schianto. Questo tipo di inchieste, tecniche e spesso lunghe, mirano a stabilire se all'origine dell'accaduto vi siano state errori umani, avarie meccaniche imprevedibili o una combinazione di fattori concorrenti, senza che al momento siano state rese pubbliche conclusioni definitive.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.