Rimossa la motonave Guang Rong dal pontile di Marina di Massa, diretta a Livorno per la rottamazione
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Redazione Interno
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Hanno avuto inizio nelle prime ore di lunedì, sotto la regia della prefettura di Massa Carrara e con il supporto tecnico della locale Capitaneria di Porto, le operazioni finali per il disincaglio e la rimozione della motonave Guang Rong. La nave cargo, che batte bandiera cipriota, era rimasta incastrata contro la struttura del pontile di Marina di Massa dal lontano 28 gennaio, dopo un incidente le cui cause sono ancora al centro delle indagini. La cabina di regia, insediatasi immediatamente dopo il sinistro, ha coordinato nei mesi scorsi le attività preliminari, che hanno incluso lo svuotamento dei serbatoi e la rimozione del carico di detriti marmorei, un'operazione complessa e necessaria per alleggerire lo scafo e prepararlo al trasferimento.
Il viaggio notturno verso lo smantellamento
Nella notte tra lunedì e martedì, dopo che il relitto è stato raddrizzato e reso finalmente galleggiante, è partita la fase più delicata. Trainata da un potente rimorchiatore della Guardia Costiera, la Guang Rong ha intrapreso il suo ultimo viaggio attraverso le acque del Tirreno settentrionale. Un trasferimento che, durato circa dodici ore, si è concluso in sicurezza alle 10:30 di martedì mattina all'interno del porto di Livorno. Qui la nave, la cui stabilità era stata compromessa dall'urto e dalla lunga permanenza in acque basse, è stata immediatamente posta in condizioni di massima sicurezza per evitare qualsiasi rischio di inquinamento o ulteriori danni.
Il destino della nave e il futuro del pontile
Sebbene un potenziale nuovo armatore avesse avanzato l'ipotesi di un recupero e di un ritorno in mare, la destinazione più probabile per la Guang Rong è ormai la rottamazione definitiva. Le condizioni dello scafo, infatti, non lascerebbero spazio a molte alternative, rendendo lo smantellamento la soluzione tecnicamente più praticabile ed economicamente sostenibile. Resta invece del tutto da ricostruire il pontile di Marina di Massa, la cui parte semidistrutta è stata finalmente liberata. I primi calcoli per la realizzazione di una nuova struttura, che dovrà essere progettata con criteri di resilienza e sicurezza migliorativi, parlano di una spesa che si aggirerebbe intorno ai dieci milioni di euro, una cifra ingente che dovrà essere affrontata valutando le responsabilità dell'incidente.
La chiusura di una vicenda complessa
L'arrivo della nave nel porto labronico segna il positivo epilogo di un'operazione durata mesi, che ha impegnato numerosi soggetti istituzionali e tecnici. La vicenda, che aveva tenuto con il fiato sospeso la costa apuana, si chiude dunque con la rimozione del relitto, un passaggio fondamentale per restituire piena fruibilità alla zona e per avviare le successive fasi, tutte in capo alla magistratura, volte ad accertare le precise dinamiche dell'incaglio. L'intervento, condotto senza intoppi nella sua fase esecutiva finale, ha evitato conseguenze ambientali gravi, circostanza che non fa che confermare l'efficacia del piano messo in campo dalle autorità marittime.




