La Global Sumud Flotilla salpa da Barcellona tra le accuse di Israele
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Redazione Interno
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Un’onda di bandiere palestinesi ha invaso il Moll de la Fusta di Barcellona per dare il via alla partenza della Global Sumud Flotilla, la missione civile internazionale il cui obiettivo, com’è noto, è forzare il blocco navale per portare aiuti umanitari a Gaza e stabilire un canale permanente. Tra la folla, Greta Thunberg ha dichiarato, prima d’imbarcarsi, che «il privilegio di vivere in un pezzo di mondo libero» comporta il dovere di agire contro «il genocidio in corso e le complicità che lo permettono», senza lasciare spazio a tentennamenti. La sua posizione, che riflette quella di molti attivisti presenti, è netta: «Non esiste un piano B, se non tornare con una flotta ancora più grande».
Le reazioni non si sono fatte attendere. Le autorità israeliane, per voce dei loro portavoce, hanno già annunciato che tutti i partecipanti alla flottiglia «saranno arrestati come terroristi» nel momento in cui tenteranno d’avvicinarsi alla Striscia. Una minaccia che rievoca, inevitabilmente, i precedenti non troppo lontani di analoghe iniziative, finite in confronti tragici che hanno portato a lunghe inchieste giudiziarie internazionali.
L’impulso solidale, intanto, non si limita al mare. In Italia, specialmente in Piemonte, si è scatenata una gara di solidarietà che ha superato ogni più ottimistica previsione. L’obiettivo iniziale di raccogliere quaranta tonnellate di aiuti è stato ampiamente superato, toccando quasi le trecento, con la regione che ha raddoppiato lo sforzo profuso dalla Lombardia. A Genova, Valentina Gallo di Music for Peace ha descritto una città «unita e guidata da uno spirito travolgente», paragonabile solo alla mobilitazione del G8 del 2001, con centinaia di veicoli che hanno trasportato donazioni in modo incessante.




