La Global Sumud Flotilla salpa dalla Sicilia per Gaza tra speranza e tensione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo una lunga e travagliata attesa, caratterizzata da annunci, false partenze e una serie di intoppi burocratici in Tunisia, la Global Sumud Flotilla ha finalmente levato l’ancora. Le imbarcazioni, che erano radunate nella rada di Portopalo di Capo Passero, nel Siracusano, hanno preso il largo dirigendosi a sud, verso la Striscia di Gaza, in un momento di profonda tensione internazionale. L’evento, che si intreccia simbolicamente con lo sciopero generale indetto dalla Cgil per protestare contro il conflitto, segna un capitolo significativo nell’impegno della società civile per rompere l’assedio.

La partenza del convoglio, composto da quarantadue barche cariche di aiuti umanitari e bandiere palestinesi, è avvenuta tra cori di “Free Palestine” e suoni di tromba, in un’atmosfera carica di determinazione. A queste, come precisato dagli organizzatori, se ne uniranno altre sei in arrivo dalla Grecia, portando il totale a quarantotto unità. “Vogliamo mandare un messaggio umanitario e politico”, ha affermato la portavoce Delia, sottolineando come il progetto rappresenti “un grande senso di liberazione” data la complessità logistica del coordinare un simile sforzo collettivo.

Il viaggio si preannuncia tutt’altro che semplice, non solo per le insidie del mare ma soprattutto per il contesto operativo verso cui si dirige la flottiglia. La portavoce ha infatti ricordato il persistente blackout delle comunicazioni a Gaza, condizione che, se da un lato opacizza la realtà dei fatti, dall’altro non ne cancella la tragica portata, lasciando intendere che “oltre il disumano” continua ad accadere. La rotta è stata intrapresa nonostante i precedenti gravi incidenti, tra cui i due attacchi con droni subiti in acque tunisine dalle imbarcazioni Familia Medeira e Alma, poi riparate e ora parte integrante della missione.

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