La Global Sumud Flotilla salpa da Augusta per Gaza tra le tensioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un convoglio umanitario, composto da diciotto imbarcazioni, ha lasciato il porto di Augusta, in provincia di Siracusa, dopo una serie di rinvii che ne avevano caratterizzato i preparativi. La partenza, avvenuta nel primo pomeriggio, ha visto le barche, molte delle quali con le vele spiegate e contraddistinte dai colori palestinesi e da vessilli fucsia per essere identificate da lontano, salpare una dopo l’altra per unirsi alla più ampia missione internazionale denominata Global Sumud Flotilla.

Le imbarcazioni italiane, sulle quali hanno preso posto circa centocinquanta persone tra attivisti, giornalisti e parlamentari, sono dirette a un rendez-vous in mare con altre unità provenienti dalla Tunisia e dalla Grecia. L’obiettivo dichiarato dell’intero convoglio, che una volta riunito conterà quarantacinque barche e circa seicento persone, è quello di forzare il blocco navale israeliano per portare aiuti umanitari alla Striscia di Gaza.

L’operazione, tuttavia, si svolge in un clima di palpabile tensione, segnato da un grave episodio occorso nei giorni scorsi in acque tunisine. Una delle navi principali della flottiglia, infatti, era stata presa di mira e colpita da ordigni incendiari in circostanze ancora non del tutto chiarite, fatto che ha inevitabilmente accresciuto le preoccupazioni per la sicurezza dell’intera missione. L’evento, al centro di indagini, ha gettato un’ombra sui rischi connessi all’iniziativa.

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