Global Sumud Flotilla salpa dalla Sicilia per Gaza tra attese e ostacoli superati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo una lunga serie di false partenze, annunci e successive smentite, la Global Sumud Flotilla ha finalmente levato l’ancora dalla rada di Portopalo di Capo Passero, in Sicilia, dirigendosi con determinazione verso sud, in rotta per la Striscia di Gaza. L’intera operazione, la cui pianificazione è stata complicata da un meteo non sempre clemente e da intoppi burocratici di vario genere – specialmente durante la sosta in Tunisia –, è andata in porto in un giorno simbolico, coinciso con lo sciopero generale indetto dalla Cgil per protestare contro il massacro in corso nel territorio palestinese.

Il convoglio, che al momento della partenza dallo scoglio di Maniace contava quarantadue imbarcazioni, si è progressivamente ingrossato con l’aggiunta di altre sei unità provenienti dalla Grecia e con il ricongiungimento della seconda tranche italiana, portando il totale a quarantanove barche cariche di aiuti umanitari. Un’operazione di solidarietà, questa, che – come ha sottolineato la portavoce Delia – intende veicolare sia un messaggio umanitario urgente sia una forte istanza politica, puntando i riflettori sulla crisi che attanaglia la popolazione civile.

La portavoce ha parlato di un “grande senso di liberazione” per essere riusciti a coordinare una flotta così eterogenea, un’impresa non facile considerati i precedenti ostacoli, che includono due veri e propri attacchi subiti in acque internazionali. Alcune unità, come la Familia Medeira e la Alma, hanno infatti dovuto essere riparate dopo essere state colpite da droni, episodi gravi che non hanno però fiaccato la determinazione degli organizzatori.

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