Rivoluzione in farmacia: dal 2026 si potranno fare esami per il cuore e test oncologici

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Con l'avvio del nuovo anno, una riforma già approvata inizia a concretizzarsi, trasformando radicalmente il ruolo delle farmacie italiane che, di fatto, diventano presidi di prevenzione capillari sul territorio. La riforma dei cosiddetti "nuovi servizi farmaceutici", il cui decreto attuativo è ormai operativo, permetterà infatti di effettuare una gamma considerevole di analisi diagnostiche al di fuori dei tradizionali canali ospedalieri o dei laboratori privati. Ciò significa che, a partire dal 2026, non sarà più necessario, per una serie di controlli, spostarsi verso strutture spesso affollate, potendo invece accedere a questi servizi in un luogo più prossimo alla propria abitazione, come la farmacia sotto casa. Un cambiamento significativo, che punta a rendere più agile e accessibile il percorso diagnostico per milioni di persone, sebbene – è bene precisarlo – l'obiettivo non sia quello di sostituire i laboratori specializzati, bensì di affiancarli per offrire un primo livello di screening.

I dettagli della riforma e le prime regioni al via

Il quadro normativo che rende possibile questa evoluzione trova la sua base nel Ddl Semplificazioni, definitivamente approvato nel novembre del 2025, il quale ha ampliato in modo sostanziale il perimetro delle attività consentite all'interno delle farmacie. A rendere operative queste disposizioni, che rappresentano una delle più importanti innovazioni nel settore della sanità territoriale degli ultimi anni, sono poi i decreti attuativi, attesi e poi pubblicati nelle scorse settimane. Le prime regioni che si apprestano a dare il via a questa nuova offerta sono Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna, aree che fungeranno da apripista per un modello destinato, presumibilmente, a estendersi a tutto il territorio nazionale. Il tutto, ovviamente, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida stabilite a livello centrale, per garantire uniformità e sicurezza nelle prestazioni erogate.

Quali esami si potranno effettivamente fare

Ma quali sono, nel concreto, le analisi che si potranno richiedere? L'offerta comprenderà test per la valutazione del rischio cardiovascolare, esami del sangue di routine ma anche screening più specifici, fino alla ricerca di alcuni marcatori tumorali. Si parla, quindi, della possibilità di effettuare controlli importanti per la diagnosi precoce di alcune patologie oncologiche, un passo che potrebbe avere un impatto non trascurabile sui tassi di prevenzione. A questi si aggiungeranno, come previsto dalla legge, lo screening per l'epatite C e l'accesso a un ventaglio più ampio di vaccinazioni, non limitate alle sole campagne antinfluenzali o anti-Covid. Resta da chiarire, in attesa dei bandi regionali che definiranno i dettagli operativi, la questione della gratuità per alcuni di questi esami, un aspetto che sarà cruciale per determinarne la reale accessibilità per tutti i cittadini.

Un nuovo modello di sanità di prossimità

Questa trasformazione ridefinisce l'identità stessa della farmacia, che non sarà più soltanto il luogo dove acquistare un farmaco con o senza ricetta, ma si configurerà come un vero e proprio hub di servizi sanitari di base. Un cambio di paradigma che risponde all'esigenza di una sanità più radicata sul territorio e più rapida nell'intercettare bisogni di salute, alleggerendo al contempo la pressione sui punti di primo accesso tradizionali. La sfida, adesso, sarà quella di implementare il sistema in modo omogeneo, assicurando che il personale farmaceutico riceva la formazione necessaria e che gli standard qualitativi siano mantenuti ovunque, affinché l'innovazione si traduca in un reale beneficio per la salute pubblica.

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