Sigarette, da domani 13 marzo nuovi aumenti sui tabacchi: i prezzi di Ms, Lucky Strike e Rothmans

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’ennesimo rincaro per i fumatori italiani è ormai alle porte e, come comunicato ufficialmente dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sarà operativo a partire da domani, venerdì 13 marzo 2026. L’aggiornamento dei listini, che segue una tempistica ormai consueta dopo gli adeguamenti già registrati a gennaio e febbraio, non rappresenta certo una sorpresa per gli addetti ai lavori, bensì l’attuazione di un percorso di progressivo inasprimento fiscale pianificato dall’ultima legge di Bilancio. Il provvedimento, pubblicato nella sezione dedicata alle accise del portale dell’Adm, andrà a toccare una platea piuttosto eterogenea di prodotti, spaziando dalle classiche sigarette confezionate al tabacco trinciato, quello utilizzato per il cosiddetto fai da te, colpendo marchi di larghissima diffusione come Ms, Lucky Strike e Rothmans.

L’operazione, nel dettaglio, si inserisce in una strategia più ampia di revisione della componente specifica dell’accisa che, stando a quanto previsto dalla manovra finanziaria, subirà incrementi graduali fino al 2028 per un ammontare complessivo che potrebbe superare il 30%. Per i consumatori, l’effetto immediato si tradurrà in un esborso maggiore al momento dell’acquisto: il pacchetto morbido di Lucky Strike, per fare un esempio, raggiungerà quota 5,50 euro, mentre le storiche Ms, quelle classiche, lieviteranno fino a 5,80 euro, coinvolgendo nello stesso trend rialzista anche altri brand consolidati come Rothmans, Vogue e Dunhill nelle loro diverse varianti di formato.

La macchina distributiva e l’adeguamento dei listini

La macchina distributiva, del resto, è già stata messa in moto e i tabaccai, assieme agli altri rivenditori autorizzati di generi di monopolio, saranno chiamati ad applicare le nuove tariffe non appena i sistemi informatici dei distributori ufficiali, tra cui Logista, avranno completato l’aggiornamento dei database fiscali centrali. Un meccanismo, questo, ormai rodato che garantisce una certa uniformità dei prezzi su tutto il territorio nazionale, evitando quelle disparità che talvolta si verificano nelle fasi di transizione tra un listino e l’altro, e che consente allo Stato di incassare immediatamente il maggior gettito derivante dall’incremento delle imposte.

L’obiettivo fiscale e sanitario dietro gli aumenti

Non si tratta, però, soltanto di una manovra per fare cassa, sebbene il gettito fiscale del settore tabacchi rappresenti storicamente una voce consistente delle entrate erariali, aggirandosi intorno ai 15 miliardi di euro l’anno. La ratio che muove questi interventi affonda le radici anche in una precisa volontà di politica sanitaria, utilizzando la leva del prezzo come deterrente al consumo; l’aumento del costo del pacchetto, infatti, risponde all’obiettivo di disincentivare il vizio del fumo, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione, attraverso barriere economiche progressivamente più impegnative. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, del resto, considera da sempre l’incremento delle accise come lo strumento più efficace per ridurre la diffusione del tabagismo, un principio che l’esecutivo ha deciso di fare proprio, integrandolo nella programmazione economica nazionale.

Un riallineamento fiscale che tocca anche i trinciati

Parallelamente ai prodotti più iconici, l’aggiornamento dei prezzi coinvolgerà inevitabilmente anche il segmento dei tabacchi trinciati, una scelta che mira a evitare fenomeni di sostituzione tra diverse tipologie di prodotto, colpendo in maniera omogenea l’intera filiera. Gli aumenti, come spiegano le tabelle pubblicate dall’Agenzia delle Dogane, non sono quindi distribuiti in modo uniforme ma si concentrano su specifiche fasce di mercato e su determinati marchi, in un’ottica di progressivo riallineamento della componente fiscale che, stando alle stime di alcune associazioni di consumatori, potrebbe tradursi in un maggior introito per lo Stato quantificabile in circa un miliardo e mezzo di euro nell’arco del prossimo triennio. Per i tabaccai, adesso, non resta che attendere il segnale dai propri sistemi telematici per applicare le nuove tariffe, in un clima di continui aggiornamenti che sembra destinato a ripetersi con cadenza regolare nei prossimi mesi.

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