Borsa Milano chiude in rosso: petrolio e tensioni Usa-Iran pesano sui mercati
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La Borsa Milano ha chiuso la seduta in profondo rosso con un calo dell’1,22%, appesantita dalle nuove tensioni in Medio Oriente dopo i recenti attacchi Usa contro l’Iran. Piazza Affari ha terminato gli scambi a quota 51.817 punti con una flessione che, pur significativa, è risultata più contenuta rispetto ad altri listini europei colpiti dall’aumento dell’incertezza sui mercati internazionali. A spingere gli investitori verso posizioni più prudenti sono stati soprattutto il rialzo dei prezzi del petrolio, i timori legati all’inflazione e le possibili conseguenze sulle future decisioni sui tassi di interesse.
Milano limita le perdite grazie ai titoli energetici
La seduta negativa di Piazza Affari è stata caratterizzata da forti differenze tra i singoli titoli, con il comparto energetico protagonista in positivo grazie alla corsa delle materie prime. Eni ha registrato un rialzo del 3,29%, Saipem è salita del 2,97% e Tenaris ha guadagnato l’1,66%, sostenute dall’aumento del prezzo del greggio e del gas naturale. Il petrolio Wti è cresciuto del 5,34% arrivando a 74,2 dollari al barile, mentre il gas naturale ha segnato un incremento del 5,53% a 49,15 euro al MWh, contribuendo a frenare l’impatto delle vendite sul listino milanese.
Tra i titoli più penalizzati della giornata si è distinta Stellantis, colpita dalle vendite insieme al settore bancario. La pressione sui mercati azionari europei ha coinvolto anche il comparto tecnologico, finito sotto osservazione dopo una giornata difficile per i semiconduttori. A pesare sul settore sono stati i dati deludenti di Samsung e i dubbi legati alle elevate spese e ai possibili profitti degli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Mercati europei sotto pressione dopo le tensioni internazionali
La Borsa di Milano ha comunque mostrato una tenuta relativa rispetto agli altri principali mercati europei, che hanno chiuso in larga parte con segno negativo. Il nuovo fronte di tensione geopolitica tra Stati Uniti e Iran ha aumentato l’attenzione degli investitori sulle possibili ripercussioni economiche, soprattutto attraverso il mercato dell’energia. Anche lo spread Btp-Bund si è mosso in questo contesto, chiudendo a 81,6 punti.
Durante la giornata Piazza Affari aveva registrato un calo più ampio, arrivando a perdere l’1,32% a 51.763 punti, prima di ridurre parte delle perdite grazie al contributo dei titoli legati al settore energetico. La chiusura negativa si è inserita in una seduta complessa per l’equity europeo, mentre a Wall Street le contrattazioni sono proseguite con un calo contenuto.
Attesa per le indicazioni della Fed e andamento dei titoli principali
Gli operatori hanno inoltre guardato alla pubblicazione dei verbali della Fed, dai quali gli investitori cercano indicazioni sulle prossime mosse della banca centrale statunitense. L’attenzione resta concentrata sulle prospettive dei tassi di interesse e sugli effetti che l’evoluzione dell’inflazione potrebbe avere sulle scelte future.
Tra i movimenti più rilevanti della giornata a Milano si è registrata anche la performance positiva di Fincantieri, sostenuta dall’upgrade a Buy di Equita in seguito ai deal nell’Underwater. In fondo al listino si è invece trovata STM, penalizzata dalle vendite che hanno interessato il settore europeo dei semiconduttori in una fase caratterizzata da nuove valutazioni sulle prospettive del comparto tecnologico.




