Il primo mese di Leone XIV, tra prudenza e segnali di cambiamento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Città del Vaticano, 8 maggio – «La pace sia con tutti voi!». Con queste parole, pronunciate dalla Loggia centrale di San Pietro il giorno della sua elezione, Leone XIV – al secolo Robert Francis Prevost – ha subito delineato il tono del suo pontificato. Un saluto che non è stata una semplice formalità, ma un manifesto programmatico: la pace «del Cristo risorto», come lui stesso l’ha definita, «disarmata e disarmante», diventa il filo conduttore dei suoi primi trenta giorni sul soglio di Pietro.

Primo pontefice statunitense della storia, Prevost ha scelto un approccio misurato, lontano dai proclami e dalle svolte repentine. Lo storico Agostino Giovagnoli, docente alla Cattolica di Milano, osserva che «Leone XIV si muove con cautela sui dossier più spinosi, preferendo interventi mirati a decisioni affrettate». Un metodo che si è visto soprattutto nel delicato tema della mediazione tra Russia e Ucraina, dove il Vaticano ha evitato toni accesi, pur ribadendo la necessità di un dialogo concreto.

Non mancano, però, i gesti che lasciano intravedere una Chiesa più aperta. Durante un pranzo con gli agostiniani, il Papa ha confidato al priore Alejandro Moral Anton di «stare ancora imparando il ruolo», un’ammissione di umiltà che contrasta con l’immagine spesso ieratica del suo predecessore. E mentre la Curia attende interventi sul risanamento finanziario e sulla lotta agli abusi, Leone XIV ha già mostrato di voler privilegiare un linguaggio diretto, come dimostra l’omelia per la Pentecoste, celebrata in una piazza San Pietro gremita per la conclusione del Giubileo dei movimenti.

Lo sport, sorpresa nei primi passi del pontificato, è emerso come elemento inaspettato: il Papa ha più volte citato l’importanza dello «spirito di squadra», metafora che sembra preludere a una gestione collegiale del governo vaticano. Intanto, il dossier Cina rimane uno dei nodi irrisolti, con la Santa Sede che mantiene una linea di prudenza, evitando sia rotture sia concessioni plateali.

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