Moldavia al voto per presidenziali e referendum pro-UE

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Domani, 20 ottobre, la Moldavia si prepara a un appuntamento elettorale cruciale, con le elezioni presidenziali e un referendum che potrebbe sancire l'adesione all'Unione Europea come obiettivo strategico della Costituzione. La repubblica moldava, con meno di 3 milioni di abitanti, è attualmente guidata dalla presidente Maia Sandu, leader dell'area filo-occidentale, che ha lavorato per avvicinare ulteriormente il paese all'UE. Sandu, che gode di un ampio vantaggio nei sondaggi, è vista come la candidata della continuità, desiderosa di proseguire il percorso di integrazione con le istituzioni occidentali, avviato soprattutto dopo la richiesta d'urgenza di ingresso nella UE a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina.

I principali sfidanti di Sandu sono Alexandr Stoianoglo, ex procuratore sostenuto dal Partito Socialista (filorusso), e Renato Usatii, ex sindaco di una cittadina al nord della città, Balti. La campagna elettorale ha visto un forte sostegno da parte di Bruxelles e Washington per Sandu, sia a livello diplomatico che finanziario, consolidando la sua posizione di favorita. I sondaggi della vigilia la danno al primo posto, con circa il 35% dei consensi, anche se per l'elezione al primo turno dovrebbe superare il 50%.

Il referendum sull'adesione all'UE rappresenta un momento decisivo per il popolo moldavo, chiamato a decidere se vede il proprio paese come parte della famiglia europea. Un voto favorevole modificherà la costituzione della Moldavia, ma questo referendum riguarda qualcosa di molto più profondo: è una scelta di identità e di futuro per una nazione che cerca di difendersi dalle influenze e dalle macchinazioni della Russia. La Moldavia, attualmente con lo status ufficiale di Paese candidato, ha avviato il percorso verso l'integrazione europea, un cammino sostenuto anche dall'ex ministro dell'Interno, Ana Revenco, ora capo del Centro per la comunicazione strategica e il contrasto alla disinformazione.

In questo contesto, la Russia di Putin osserva con preoccupazione e ostilità le elezioni moldave, temendo di perdere ulteriormente influenza su una nazione che un tempo le era soggetta.

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