Tour de France 2026, la rinascita di Philipsen: pagelle e classifica dopo la diciassettesima tappa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Jasper Philipsen ha scelto il momento migliore per ricordare a tutti chi è il velocista più temuto del gruppo. Dopo settimane di ombra, di piazzamenti onorevoli ma senza guizzi, il belga ha letteralmente dominato la volata di Voiron, nell'ultima tappa che la diciottesima edizione del Tour de France riservava agli specialisti delle volate. Non era affatto scontato che la frazione di oggi, lunga 174,7 chilometri con partenza da Chambery e un dislivello complessivo di 2.200 metri, si risolvesse in una volata di gruppo.

Perché la prima parte di corsa, con quattro Gran Premi della Montagna concentrati nei primi sessanta chilometri, sembrava il terreno ideale per una fuga da lontano. E invece, come spesso accade in queste occasioni, la bagarre è stata talmente intensa da generare un attacco di ben quarantaquattro corridori, una vera e propria armata che includeva i migliori velocisti e i loro gregari più fedeli.

La strategia vincente e il crollo degli avversari

Tra i protagonisti di quella fuga mastodontica c'erano ovviamente Mathieu van der Poel, il gregario di lusso che ha tirato per chilometri interi il proprio capitano, e con lui Jasper Stuyven, il giovane Kooij, Michael Matthews e Mads Pedersen, quest'ultimo in maglia verde e fino a oggi grande protagonista della corsa. La loro scelta di saltare sul treno giusto ha pagato in pieno, perché ha neutralizzato qualsiasi velleità degli attaccanti puri e ha preparato il terreno per una volata regale.

Philipsen, che aveva iniziato questo Tour con prestazioni decisamente al di sotto del suo standard e con una condizione fisica che lasciava intravedere più dubbi che certezze, ha invece trovato la tappa della svolta. La sua rimonta in termini di condizione era già nell'aria da qualche giorno, ma oggi ha messo tutti in fila, staccando nettamente i rivali con uno scatto secco che ha lasciato il gruppo a guardare. Un'impresa che vale un dieci in pagella, per la capacità di gestire la pressione e per la freddezza nel momento decisivo.

La caduta di Evenepoel e le gerarchie della generale

Mentre la volata scriveva il suo finale, la cronaca della tappa ha purtroppo registrato un altro colpo di scena per la classifica generale. Il compagno di squadra di Remco Evenepoel, che non è certo uno specialista delle prove contro il tempo ma che stava confezionando un ottimo parziale nella sua azione di giornata, è caduto rovinosamente in una curva in discesa. L'impatto è stato violento e le conseguenze, purtroppo, sono pesanti: una frattura della clavicola, lo stesso identico infortunio che aveva fermato Jonas Vingegaard in passato e che ne aveva condizionato la stagione.

Il corridore in questione, prima della caduta, occupava la quinta posizione nella generale e sembrava in grado di giocarsi il podio con Seixas e Del Toro, ma ora la sua corsa si ferma qui. La classifica generale, al netto di questo inconveniente, vede ancora Tadej Pogacar saldamente in maglia gialla, con un vantaggio di 4 minuti e 32 secondi su Remco Evenepoel, che rimane il secondo. Il terzo posto è ora occupato da Isaac Del Toro a 6 minuti e 51 secondi, mentre Paul Seixas segue a 7 minuti e 11 secondi.

A completare la top ten troviamo Juan Ayuso a 9 minuti e 22 secondi, Mattias Skjelmose a 10 minuti e 14 secondi, Lenny Martinez a 12 minuti e 50 secondi, Tom Pidcock a 12 minuti e 58 secondi, Jordan Jegat a 14 minuti e 4 secondi e Yannis Voisard a 24 minuti e 18 secondi.

Le pagelle di giornata e lo sguardo alle Alpi

Se Philipsen si porta a casa il massimo dei voti, non si può dire altrettanto per Mads Pedersen, che oggi ha decisamente esagerato con la generosità. Il danese, attuale maglia verde, è apparso in difficoltà e ha deluso le aspettative, fermandosi a un cinque e mezzo in pagella per aver gestito male le energie e aver perso la ruota del rivale belga nel momento cruciale. La sua prestazione odierna lascia qualche interrogativo in vista delle tappe alpine, ma il discorso maglia verde, con la vittoria di Philipsen, si è comunque riaperto.

Domani, infatti, la corsa entrerà nel vivo con la prima delle tre tappe alpine, un appuntamento che potrebbe già creare distacchi importanti tra i big e ridisegnare le gerarchie in ottica podio. La frazione di oggi, però, resterà negli annali come il giorno in cui Jasper Philipsen ha ritrovato la sua incredibile velocità, dimostrando che quando la squadra lo supporta e la gamba gira, per gli altri velocisti non c'è davvero storia.

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