Italia-Moldova 0-0 all'intervallo, azzurri in difficoltà a Chisinau

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Al termine dei primi quarantacinque minuti di gioco, la partita tra Moldova e Italia si ferma sul risultato di zero a zero, un esito che, sebbene non comprometta le ambizioni complessive della squadra di Gattuso, delinea una prestazione sottotono e faticosa. Gli azzurri, schierati con un coraggioso 4-2-4 che vedeva all’opera Orsolini, Scamacca, Raspadori e Zaccagni, hanno faticato non poco a imporre il proprio ritmo di gioco su un campo pesante e contro una formazione moldava compattissima in fase difensiva. Nonostante la schiacciante superiorità territoriale e il possesso palla, le occasioni da gol si sono rivelate poche e mal sfruttate, con conclusioni spesso imprecise o deviate dalla retroguardia di casa, la quale, dal canto suo, ha mostrato un’organizzazione che i suoi precedenti in classifica, che la vedono ultima con un solo punto, non lascerebbero presupporre.

Le formazioni e la strategia di Gattuso

La scelta del commissario tecnico di puntare su una trazione anteriore così marcata, con quattro elementi offensivi puri, è apparsa finora come una scommessa non completamente vincente. Il centrocampo, affidato alla regia di Tonali e alla fisicità di Cristante, ha stentato a trovare gli spazi per servire con continuità la linea d’attacco, che è sembrata a tratti affollare la stessa porzione di campo senza riuscire a rendersie pericolosa. Sulla fascia, Bellanova e Cambiaso hanno provato a inserirsi con frequenza, ma i loro cross hanno raramente trovato la giota misura per i compagni in area. La Moldova, dal canto suo, con il suo 5-3-2, ha chiuso ogni corridoio con disciplina, dimostrando di aver imparato la lezione dopo le numerose reti subite in questa campagna di qualificazione.

Il contesto del girone e le prospettive

Questo incontro, che rappresenta il penultimo atto del girone di qualificazione, si gioca ormai in un’ottica diversa da quella iniziale, poiché la contemporanea vittoria della Norvegia contro l’Estonia ha di fatto reso matematicamente quasi certo il secondo posto finale per l’Italia. Una posizione che, se confermata, condannerebbe gli azzurri al percorso degli spareggi di marzo per tentare di conquistare il biglietto per il Mondiale che si disputerà in Nord America. Proprio per questo, le due gare residue, incluso il match di domenica contro i nordici, assumono il valore di un fondamentale test per Gattuso, il quale ha più volte ribadito di “pensare a noi” piuttosto che agli avversari, concentrandosi sulla costruzione di un gioco solido in vista di future e decisive sfide.

La partita nel suo svolgimento

Il primo tempo si è quindi dipanato tra tentativi azzurri di forzare la serratura e qualche, seppur rara, ripartenza moldava gestita con attenzione dalla difesa italiana, dove Buongiorno e Mancini non hanno commesso passi falsi. Vicario, tra i pali, non è stato chiamato a interventi di particolare difficoltà, a testimonianza di una partita giocata per lo più in una metà campo. La sensazione, osservando i quarantacinque minuti iniziali, è che l’Italia abbia bisogno di una maggiore lucidità nella fase finalizzatrice e di una migliore circolazione della palla per scardinare un muro così fitto. Qualcuno, tra i tanti talenti in campo, dovrà assumersi la responsabilità di imprimere una sterzata alla manovra, tentando soluzioni più imprevedibili e verticali per evitare che un pareggio così ostico possa preludere a una serata di totale frustrazione.

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