Stellantis, il rinvio del piano e il futuro incerto di quattordici marchi
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Redazione Economia
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La presentazione del nuovo piano strategico di Stellantis, originariamente attesa per i primi mesi dell’anno, è stata formalmente rinviata al primo semestre del 2026. Questa decisione, presa dall’amministratore delegato Antonio Filosa, segnala una fase di profonda riflessione interna sulla struttura stessa del colosso automobilistico, il cui portafoglio, ereditato dalla fusione tra FCA e PSA, conta ben quattordici brand. Filosa, stando a quanto riferito da fonti di agenzia, sta infatti valutando la sostenibilità di lungo periodo per ciascuno di essi, un’operazione delicatissima che richiede tempo e che potrebbe portare a scelte drastiche.
La nuova priorità: la crescita dei volumi di vendita
Il rinvio del piano si inserisce in un contesto strategico radicalmente mutato rispetto agli anni del precedesso management. Sotto la guida di Carlos Tavares, il gruppo aveva perseguito con successo l’obiettivo di massimizzare i margini di profitto, una politica che, seppur redditizia, ha contribuito a un progressivo calo delle quote di mercato in Europa e in Nord America. Filosa ha pertanto invertito la rotta, indicando come priorità assoluta la crescita dei volumi di vendita, una mossa considerata necessaria per recuperare terreno rispetto ai concorrenti e garantire la solidità industriale nel futuro.
Le indiscrezioni sui marchi sotto esame
Proprio in questa ottica di riorganizzazione, finalizzata a ottimizzare gli investimenti e concentrare gli sforzi, hanno preso nelle ultime settimane voci sempre più insistenti su una possibile revisione del portafoglio marchi. Se in passato i rumors avevano coinvolto nomi di peso come Alfa Romeo e Maserati, le speculazioni attuali si focalizzano su tre realtà considerate di nicchia o con volumi limitati: Abarth, Lancia e DS Automobiles. Secondo queste indiscrezioni, non confermate ma nemmeno smentite ufficialmente, i tre brand potrebbero essere oggetto di cessione, di un drastico ridimensionamento o addirittura di un accantonamento, ipotesi che getta un’ombra di incertezza sul loro destino.
Lo scenario regolatorio e le pressioni dell’industria
Le scelte di Stellantis si svilupperanno, inevitabilmente, all’interno di un quadro normativo europeo in definizione, le cui direttive influenzeranno profondamente gli investimenti di tutto il settore. In attesa della pubblicazione del pacchetto automotive da parte della Commissione europea, l’associazione di categoria Anfia ha rilanciato con forza un appello alle istituzioni comunitarie, sollecitando “una proposta chiara e concreta che faccia ripartire industria e mercato”. L’Anfia, senza mezzi termini, chiede un intervento urgente per ridisegnare il percorso di decarbonizzazione in modo “realistico ed economicamente e socialmente sostenibile”, avvertendo del pericolo di una “progressiva deindustrializzazione” del continente se non si terrà conto delle esigenze dei consumatori e della capacità produttiva delle aziende.




