Fisco, via libera all'accesso diretto sui dati della Tessera sanitaria

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un cambiamento significativo, destinato a rendere più penetrante l'azione di verifica dell'Amministrazione finanziaria, sta per modificare il rapporto tra il fisco e le detrazioni per le spese sanitarie. L'Agenzia delle Entrate, infatti, si appresta a varcare una nuova soglia di controllo, potendo accedere in maniera diretta e analitica all'archivio del Sistema Tessera Sanitaria. Questo passaggio, che rappresenta un'evoluzione nel metodo di esame delle dichiarazioni, è stato sancito da un decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il quale riscrive le regole del dialogo fra i contribuenti e il fisco in materia di prestazioni mediche e farmaceutiche. Ne consegue che, per ogni singolo assistito che finisca nel mirino degli uffici, sarà possibile ricostruire l'intera traccia delle somme spese, un tempo affidata alla buona fede o alla scrupolosità della documentazione conservata dal cittadino.

Il nuovo calendario delle comunicazioni

A rendere possibile questo scatto in avanti dei controlli è stata una rimodulazione dei termini per l'invio dei dati da parte degli operatori del settore. Medici di base e specialisti, farmacie e parafarmacie, senza dimenticare gli ospedali e i laboratori di analisi, sia pubblici che privati, sono ora tenuti a comunicare al Sistema Tessera Sanitaria le spese sostenute dai pazienti entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello in cui la prestazione è stata effettuata. Questa tempistica, più serrata rispetto al passato, permette di allineare il flusso delle informazioni sanitarie con i processi che portano alla compilazione automatica del 730, creando un database aggiornato e immediatamente consultabile. L'anticipo nella trasmissione dei dati, che prima seguiva un calendario differente, costituisce il presupposto logistico per l'esercizio dei nuovi poteri ispettivi.

Il controllo formale sulle dichiarazioni

L'accesso diretto ai dati del Sistema TS avverrà nell'ambito dei cosiddetti controlli formali, previsti dalla normativa tributaria, che mirano a verificare la correttezza formale e la coerenza logica delle dichiarazioni presentate, sia con il modello 730 che con il Modello Redditi Persone Fisiche. I funzionari, quindi, non si limiteranno a un esame superficiale delle voci inserite, ma potranno scendere nel dettaglio di ogni operazione. Per ogni contribuente sottoposto a verifica, l'Agenzia avrà modo di visualizzare un elenco completo delle transazioni, completo di importi, date precise, codici identificativi della struttura che ha erogato il servizio e persino lo stato di eventuali rettifiche. Un meccanismo che, di fatto, annulla ogni possibile discrepanza tra quanto dichiarato dal cittadino e quanto effettivamente registrato nel sistema, rendendo estremamente complesso aggiungere spese inesistenti o gonfiarne l'importo.

L'estensione alle spese veterinarie

Un aspetto che amplia ulteriormente il perimetro di azione del fisco riguarda l'inclusione, nel campo di applicazione di questi controlli, delle spese di carattere veterinario. Le cure dedicate agli animali domestici, che già possono godere di detrazioni fiscali in specifiche circostanze, saranno soggette allo stesso livello di scrutinio di quelle umane. Anche i pagamenti effettuati per cani e gatti, dunque, confluiranno nel sistema e potranno essere esaminati voce per voce dagli verificatori. Questa equiparazione, se da un lato riconosce il peso economico che la salute degli animali domestici rappresenta per le famiglie, dall'altro elimina un potenziale varco dove, in assenza di un riscontro diretto, potevano annidarsi delle dichiarazioni inesatte. La trasparenza diventa così totale, abbracciando ogni aspetto della vita del contribuente che abbia una rilevanza fiscale.

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