L’Inter di Chivu trova la svolta con i giovani: Carboni ed Esposito firmano la rimonta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Christian Chivu, che a 22 anni indossava già la fascia di capitano dell’Ajax, conosce bene il peso che un giovane può portarsi addosso in una squadra di vertice. Ora, seduto sulla panchina dell’Inter, ha dimostrato di saper coltivare quel talento che ha seguito passo dopo passo, dalle giovanili alla Primavera. Non è un caso che la rimonta contro l’Urawa Reds – conclusa 2-1 – sia stata firmata da due dei suoi pupilli: Valentin Carboni e Pio Esposito.

Il primo, reduce da otto mesi di stop per un infortunio al crociato, ha deciso la partita al 94’, scatenando un’esplosione di gioia che lo ha portato tra le braccia di Lautaro Martínez. «Lui è un esempio, voglio la sua mentalità», ha confessato Carboni, la cui ultima rete risaliva a 532 giorni prima. Quanto a Esposito, lanciato in ripresa al posto del fratello Sebastiano, ha contribuito a ribaltare un match che sembrava sfuggire di mano. «L’ho allenato per la prima volta a 13 anni», ha ricordato Chivu, sottolineando un legame che va oltre il semplice rapporto tra tecnico e calciatore.

Quella vista a Seattle è un’Inter che, pur nella sperimentazione di un nuovo corso, non ha perso l’istinto da predatore. Lautaro, con il suo gol e il ruolo di faro per i più giovani, ha confermato di essere il perno di questa squadra, mentre Carboni ha mostrato una maturità inaspettata dopo mesi di sofferenze. «Ho patito tanto», ha ammesso il centrocampista, la cui emozione è stata palpabile tanto quanto la soddisfazione di Chivu, che ha visto premiata la sua scelta di puntare su chi, fino a poco fa, allenava nei campi secondari.

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