Supermercati aperti sabato 25 aprile, gli orari “festivi” catena per catena. Coop invece chiude

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Succede ogni volta. Programmi già fatti per la gita fuori porta, il pranzo al mare o semplicemente il rutto di stomaco la sera prima, e all’ultimo momento – puntualmente – ci si accorge che manca qualcosa. Anche sabato 25 aprile, festa della Liberazione, non farà eccezione: tra negozi che osservano la ricorrenza e aperture che variano da un capo all’altro della penisola, l’operazione spesa rischia di trasformarsi in un’impresa.

In linea generale, la grande distribuzione organizzata non si ferma del tutto, ma lo fa con il freno a mano tirato. Molte catene hanno scelto di restare operative, seppur con orari definiti “festivi” o ridotti rispetto a un sabato standard, mentre altre realtà – prima fra tutte Coop – hanno deliberatamente optato per la serranda abbassata, conferendo alla scelta un valore che va oltre la mera logica commerciale.

Esselunga, Carrefour e Conad: quando il mattino fa la spesa

Per chi deve recuperare l’ultimo vassoio di affettati o il dolce dimenticato in frigorifero, Esselunga rappresenta una certezza. Nella maggior parte dei punti vendita, le saracinesche si alzeranno con orario continuato, generalmente dalle 8 alle 20, anche se – come sempre accade in queste occasioni – non sono escluse variazioni locali legate a specifiche deroghe territoriali. Anche Carrefour garantisce il servizio, sebbene con una logica meno uniforme: molti ipermercati e supermercati restano aperti, ma in alcuni casi gli orari vengono ridotti, concentrando l’affluenza prevalentemente nella fascia mattutina e nel primo pomeriggio. Discorso differente per Conad, dove non esiste una linea unica nazionale: la gestione è demandata ai singoli soci imprenditori. Molti punti vendita, soprattutto in regioni come Lombardia, Lazio, Sicilia e Toscana, resteranno aperti; altri invece potrebbero osservare la chiusura, rendendo quasi obbligatoria una verifica preventiva sul punto vendita di fiducia.

Coop, la scelta identitaria che ferma 350 negozi

La nota più stonata – o forse più coerente, a seconda dei punti di vista – arriva da Coop. A differenza della concorrenza, la cooperativa ha deciso di chiudere gran parte della propria rete vendita in occasione del 25 aprile. Una scelta che non è tecnica ma profondamente identitaria e che, stando a quanto comunicato, coinvolge circa 350 supermercati distribuiti sull’intero territorio nazionale. L’azienda ha spiegato come fermarsi rappresenti un modo per “riconoscere e valorizzare” i pilastri della propria storia, legandoli ai principi di libertà, democrazia e giustizia sociale che la ricorrenza della Liberazione evoca. In pratica, mentre gli altri fanno cassa, loro abbassano le serrande per coerenza valoriale. Per chi ha un Coop sotto casa, dunque, niente spesa last minute: bisognerà cercare altrove.

Lidl, Aldi, Pam e le altre: l’esercito dei discount (e non solo) in campo

Per fortuna degli smemorati, il resto del panorama della distribuzione si muove in ordine sparso ma quasi sempre in soccorso. Lidl, ad esempio, assicura aperture diffuse con orari festivi che vanno indicativamente dalle 8 alle 21.30, mentre Aldi adotta il classico orario domenicale, solitamente dalle 9 alle 21. Chi cerca orari più “rilassati” può contare su Pam e Pam Panorama: nella maggior parte dei casi aprono con orario continuato fino alle 22, permettendo di recuperare tutto anche a tarda sera.

Attenzione invece a Crai, che adotta lo schema “a spezzato”: si compra dalle 8.30 alle 13 e poi, solo dopo una pausa pranzo obbligata, dalle 15.30 alle 20. Per Bennet, MD e Il Gigante il leitmotiv è il solito: aprono, sì, ma con orari “ridotti” o “continuati” a seconda del singolo punto vendita, con una raccomandazione che si fa sempre più insistente: controllare online prima di uscire di casa. I centri commerciali, d’altronde, seguiranno spesso la stessa sorte delle ancore che li trainano: se l’ipermercato è chiuso (come nel caso di alcune gallerie romane), la galleria resta aperta solo per lo shopping secco, non per la spesa.

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