Atalanta fermata dall'Hapoel Tel Aviv: a Bergamo finisce 0-0, qualificazione rinviata a Miskolc

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'Atalanta non va oltre il pari. Nel primo atto dei playoff di Conference League, disputato al Gewiss Stadium di Bergamo, la formazione guidata da Maurizio Sarri ha impattato a reti bianche contro l'Hapoel Tel Aviv, una squadra che ha dimostrato fin da subito di non essere un'avversaria qualsiasi, mostrando anzi una condizione atletica decisamente superiore e una capacità di soffrire e di chiudersi in difesa che ha messo in seria difficoltà i nerazzurri.

La Dea, infatti, ha tenuto saldamente in mano il pallino del gioco per larghi tratti dell'incontro, costruendo diverse trame offensive e cercando con costanza la via del gol, ma si è scontrata più e più volte contro un muro ben organizzato dagli israeliani, che hanno saputo leggere con intelligenza le mosse degli avversari e annullare praticamente ogni tentativo di penetrazione.

Sarri e i segnali di un rodaggio ancora lungo

Per Maurizio Sarri, alla sua prima panchina ufficiale sulla fascia della Dea in una competizione che conta, la partita ha rappresentato un primo, significativo banco di prova. L'allenatore toscano ha dovuto prendere atto, al termine dei novanta minuti, che la sua squadra sta ancora pagando un prezzo importante in termini di preparazione atletica e di assimilazione dei nuovi dettami tattici, due aspetti che hanno inevitabilmente condizionato la prestazione complessiva di un undici che appare ancora lontano dalla migliore forma.

L'assenza di De Ketelaere e Ahanor, non recuperati per l'impegno, ha privato Sarri di due pedine importanti, ma la scelta di schierare un undici molto simile a quello che aveva ben figurato nel Trofeo Bortolotti contro l'Athletic Bilbao lasciava presagire una certa continuità di gioco.

Il tecnico, infatti, ha confermato Carnesecchi tra i pali, protetto da un pacchetto arretrato che vedeva Bellanova agire sulla fascia destra e Bernasconi su quella sinistra, con i centrali Kossounou e Scalvini a presidiare l'area. In mediana, il compito di orchestrare il gioco è stato affidato a Gaetano nel ruolo di regista, supportato dai movimenti di Samardzic ed Ederson, mentre il tridente offensivo composto da Zalewski, Scamacca e Raspadori aveva il compito di pungere e creare gli spazi necessari per sbloccare una partita che si preannunciava già complessa sulla carta.

Le occasioni e il muro israeliano

La manovra atalantina, seppur fluida e costante, è risultata spesso prevedibile e poco incisiva nella fase decisiva del campo. La qualità di Gaetano e Samardzic era evidente nel palleggio, ma mancava sempre quel guizzo finale capace di mettere in crisi la retroguardia ospite, che si è difesa con ordine e disciplina. La prima vera occasione per i nerazzurri è nata proprio da una combinazione sulla sinistra, con Gaetano che ha servito un cross per Bernasconi, ma l'intervento della difesa israeliana è stato tempestivo e ha spazzato via il pericolo.

L'Hapoel Tel Aviv, dal canto suo, ha aspettato pazientemente il momento giusto per colpire, mostrando una solidità difensiva che ha spesso costretto l'Atalanta a cercare soluzioni dalla distanza o a tentare inserimenti che venivano prontamente chiusi.

Il momento più alto dell'agonismo e della tensione si è vissuto nel finale di partita, quando la partita sembrava ormai incanalarsi verso uno 0-0 che sapeva di poco per la Dea. È qui che è entrato in scena Nikola Krstovic, subentrato a partita in corso e subito protagonista con due guizzi che hanno fatto tremare il pubblico di casa. Il giovane attaccante ha sfiorato il gol della vittoria in due circostanze ravvicinate, mettendo a dura prova il portiere avversario e facendo gridare al gol quasi tutta la tribuna.

La difesa israeliana, però, è riuscita a resistere, mentre un intervento prodigioso di Carnesecchi sull'ultimo affondo dell'Hapoel ha evitato addirittura una beffa clamorosa, salvando il risultato e tenendo in vita le speranze di qualificazione dei nerazzurri.

Tutto si deciderà in Ungheria

Con questo pareggio a reti bianche, la qualificazione alla fase successiva della Conference League resta completamente aperta e verrà decisa nel match di ritorno, in programma tra una settimana al DVTK Stadion di Miskolc, in Ungheria. L'Atalanta avrà il compito di ribaltare l'inerzia di questa gara di andata, dovendo necessariamente trovare la via del gol e vincere per staccare il pass per il prossimo turno.

L'Hapoel Tel Aviv, forte della prova di carattere offerta a Bergamo e della propria solidità difensiva, partirà con l'obiettivo di gestire il risultato e sfruttare le ripartenze per centrare un'impresa che avrebbe un sapore storico per la compagine israeliana.

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