Bit, chiusa la quarantaseiesima edizione: nel 2027 l’appuntamento è dal 9 all’11 febbraio a Rho
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Redazione Interno
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Un migliaio di espositori, centinaia di appuntamenti distribuiti in sei arene tematiche e una partecipazione che ha confermato la manifestazione come crocevia dell’industria turistica nazionale e internazionale: ha chiuso i battenti la 46esima edizione della Borsa Internazionale del Turismo, andata in scena nei padiglioni 9 e 11 di Fiera Milano a Rho dal 10 al 12 febbraio scorsi -4-9. La manifestazione, che ha debuttato con un concept rinnovato incentrato sulla figura del viaggiatore e di tutti gli attori della filiera, ha visto la partecipazione di delegazioni provenienti da 54 paesi e ha registrato un’affluenza che ha soddisfatto gli organizzatori, tanto che l’appuntamento per il 2027 è già stato fissato, sempre a Rho, da lunedì 9 a mercoledì 11 febbraio.
Il taglio del nastro, avvenuto alla presenza del ministro del Turismo Daniela Santanché, del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, dell’assessore regionale al Turismo Debora Massari e del presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, ha sancito l’avvio di tre giornate dense di incontri professionali e approfondimenti -8. La novità di quest’anno, ovvero l’apertura al pubblico per l’intera durata della fiera e non più per una sola giornata, ha trasformato i padiglioni in un vivace luogo di scambio non solo tra addetti ai lavori ma anche tra viaggiatori e operatori, in un’ottica di sempre maggiore contaminazione. L’edizione 2026, del resto, ha beneficiato della contemporaneità con i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, le cui competizioni sul ghiaccio si sono svolte a pochi passi dall’area espositiva, regalando una visibilità ulteriore all’intero sistema fieristico e alla destinazione Lombardia -8-9.
Travel Makers e dati macroeconomici, il settore corre verso i 280 miliardi
Il cuore pulsante della manifestazione è stato il Travel Makers Fest, un palinsesto di contenuti e relazioni sviluppato in sei arene tematiche che ha visto alternarsi talk, panel e workshop dedicati all’evoluzione del settore -9. Non più solo destinazioni e prodotti, dunque, ma un ecosistema che ha messo al centro le persone, dai professionisti della comunicazione ai creator, dagli operatori ai buyer specializzati. Un approccio che riflette i profondi cambiamenti in atto in un comparto che, secondo i dati presentati in fiera dall’Enit, a fine 2025 valeva circa 240 miliardi di euro di incidenza sul Pil, con un impatto occupazionale del 13,2 per cento. Le previsioni parlano di un ulteriore balzo in avanti entro il 2035, quando si stima di toccare i 280 miliardi di ricaduta sul prodotto interno lordo e quasi il 16 per cento sull’occupazione, trainati soprattutto dalla spesa dei viaggiatori esteri, che nel 2025 ha già superato i 60 miliardi -4.
Dalla Puglia interna alle coste marchigiane, i territori si raccontano
Tra le regioni che hanno colto l’occasione per presentare i propri dati e le proprie strategie di promozione, spicca la Puglia, che ha diffuso un report sull’andamento turistico del 2025 rivelando crescite significative non solo nelle località balneari tradizionali ma anche nei comuni dell’entroterra. Un turismo diffuso, talvolta caratterizzato da soggiorni brevi ma comunque in grado di generare reddito, quello che emerge dalle analisi presentate negli spazi espositivi pugliesi, a dimostrazione di come la domanda si stia diversificando e alla ricerca di esperienze autentiche anche lontano dalle coste -3. Sul fronte adriatico, invece, Porto Sant’Elpidio ha scelto la ribalta milanese per lanciare il suo nuovo video promozionale, un “acchiappa clienti” pensato per l’estate 2026 e studiato per attrarre un target ben preciso: famiglie con bambini e ragazzi in cerca di eventi riconoscibili e di una proposta estiva costruita su misura per loro -2. E se i numeri danno ragione alla strategia, lo testimoniano le casse comunali: il 2025 si è chiuso con un incremento di 10mila euro negli introiti derivanti dall’imposta di soggiorno e, considerato l’aumento di 50 centesimi applicato, per l’anno in corso si prevede un ulteriore saldo positivo di 100mila euro.
Numeri in crescita e nuovi distretti, la filiera si prepara al 2027
Guardando ai numeri complessivi, l’edizione 2026 ha confermato il ruolo di BIT come piattaforma di riferimento per l’intera filiera, con una presenza qualificata di buyer internazionali: il 52 per cento proveniva dall’Europa, seguito da Americhe (22 per cento), Asia (16 per cento) e dall’asse Medio Oriente-Africa (10 per cento) -9. Particolare attenzione è stata riservata al segmento del lusso e ai travel advisor specializzati, senza dimenticare il crescente interesse per il turismo enogastronomico e quello legato al benessere. L’offerta espositiva, suddivisa in distretti tematici come Italy, World, Hospitality, Transportation e Innovation, ha offerto una fotografia completa di un comparto in salute, capace di attrarre investimenti e di generare ricadute economiche su tutto il territorio nazionale. Ora lo sguardo è già proiettato al febbraio 2027, quando i padiglioni di Rho torneranno a riempirsi di operatori, destinazioni e visitatori, pronti a scrivere il prossimo capitolo del turismo italiano.




