Vincenzo De Luca a giudizio per la smart card Covid
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La questione della smart card
La smart card, introdotta dalla Regione Campania nel maggio 2021 durante uno dei periodi più critici della pandemia, ha suscitato controversie. Secondo i giudici contabili, la spesa sostenuta per la sua realizzazione e distribuzione, pari a 3,7 milioni di euro, sarebbe stata "ingiustificata". Questo perché, nello stesso periodo, era stato introdotto il Green Pass a livello nazionale, un documento che svolgeva funzioni simili a quelle della smart card.
Il processo
De Luca e altri cinque componenti dell’Unità di crisi campana sono stati accusati di aver causato un danno erariale da 3,7 milioni di euro. L’udienza davanti ai giudici contabili è fissata per il prossimo 4 luglio. La questione riguarda i fondi spesi per le card, distribuite per un breve periodo nella prima fase della campagna vaccinale del 2021, poi rimaste a milioni nei depositi. Secondo l’accusa, queste spese sarebbero state un peso inutile per le finanze pubbliche, dato che le funzioni del nuovo strumento erano sovrapponibili a quelle del green pass nazionale.
La decisione della Corte dei Conti di rinviare a giudizio De Luca segna un nuovo capitolo nella controversia sulla gestione della pandemia in Campania. Il caso della smart card Covid mette in luce le sfide e le complessità della risposta alla crisi sanitaria a livello regionale.




