Chieti, la vita nei boschi e la richiesta del pm di togliere i tre figli alla coppia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   In un podere isolato, immerso nei boschi del Vastese in provincia di Chieti, una scelta di vita radicale ha portato all’intervento della magistratura minorile. Una coppia di origine anglosassone, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, ha deciso di crescere i propri tre figli – una bambina di otto anni e due gemelli di sei – lontano dalle comodità e dalle convenzioni della società moderna, in una condizione che le autorità giudiziarie considerano, tuttavia, di potenziale pregiudizio per i minori. La loro esistenza, che loro stessi definiscono felice e libera dalla “tossicità” dei modelli occidentali, si svolge all’interno di un’ex casa colonica fatiscente, affiancata da una roulotte, senza allacciamenti alla rete elettrica e idrica.

La struttura e lo stile di vita familiare

La dimora, che presenta pareti lesionate e danni strutturali, è sprovvista di servizi essenziali come l’acqua corrente e il gas, mentre l’energia elettrica, poca, viene generata da pannelli solari. Il riscaldamento è assicurato da una stufa a legna, l’acqua viene attinta da un pozzo e per i bisogni igienici è stato allestito un sistema a secco. Intorno alla proprietà, la famiglia gestisce un’area per l’allevamento di animali, in uno scenario che per i genitori rappresenta un ideale di autonomia e contatto con la natura, ma che per le istituzioni solleva serie preoccupazioni riguardo alla sicurezza e al benessere dei bambini, i quali non frequentano la scuola tradizionale ma seguono il metodo educativo noto come “unschooling”.

L’episodio scatenante e l’intervento della procura

Un evento specifico, occorso il 23 settembre 2024, ha catalizzato l’attenzione delle autorità: l’intero nucleo familiare è stato ricoverato in ospedale a causa di un’intossicazione da funghi, che erano stati raccolti nel bosco circostante, di fatto il loro “giardino”. Questo incidente, sebbene non abbia avuto esiti tragici, ha offerto alla Procura minorile dell’Aquila un quadro concreto dei rischi insiti in quello stile di vita, portando il pubblico ministero a depositare una richiesta formale al Tribunale per i Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale di entrambi i genitori.

Le figure dei genitori e la difesa delle proprie scelte

Le figure di Catherine Birmingham, australiana di 45 anni ed ex istruttrice di equitazione, e di Nathan Trevallion, britannico di 51 anni, un tempo chef e commerciante di mobili di pregio, sono centrali nella vicenda. La loro decisione di abbandonare carriere consolidate per abbracciare un’esistenza ascetica e profondamente ecologica è motivata da un rifiuto filosofico verso ciò che percepiscono come gli aspetti negativi della società contemporanea. Difendono con convinzione il loro modello, sostenendo che i propri figli stiano crescendo in un ambiente sano e amorevole, nonostante l’assenza di quelle che la maggior parte delle persone considererebbe necessità fondamentali.

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